Sguardi Sul Futuro

 

Il titolo è propizio. Vuole essere di buon augurio, invitante e meno impegnativo.

In realtà in questo spazio si può discutere di riforme importanti , aprendosi a successivi contatti con il pubblico.

Si possono raccogliere idee in proposito, su qualunque tema.

Si può dare adito a discorsi e contatti costruttivi.

Io proverò a dare degli impulsi, indicando delle questioni dibattute.

 

 

 

 

Sezione : Problematiche Giustizia

         

Sez. I

Composizione del CSM

 

Il Consiglio svolge compiti di alta amministrazione.

In tale ottica, il Consiglio è provvisto di una sua autonomia e indipendenza , tesa a garantire la terzietà dell'organizzazione giudiziaria, da effettuarsi sulla base di criteri predeterminati dalla legge e non di scelte meramente politiche.

In tale ottica i componenti del Consiglio non sono rappresentanti dei magistrati; rispondono personalmente e devono agire nell'interesse esclusivo generale.

Cionondimeno la composizione promiscua, tra componenti togati e componenti eletti dal parlamento, determina inevitabilmente delle incidenze di natura politica.

Lo stesso correntismo , interno alla magistratura, incide negativamente, determinando collegamenti tra le carriere dei singoli magistrati e l'appartenenza degli stessi alle correnti.

Analoghe influenze possono provenire dai partiti di provenienza dei componenti laici.

Per evitare tutto ciò si è proposto da taluni il sorteggio dei componenti togati (eventualmente solo tra coloro che sono disponibili e che hanno requisiti predeterminati),in forma congiunta a scelte elettive successive tra i sorteggiati.

È un sistema, che richiama  un possibile intervento sulla carta costituzionale, avversato da tanti.

Ad avviso della sottoscritta e di altri colleghi, è  l'unico sistema per recidere i legami correntizi.

Le problematiche su cui il Consiglio interviene

 

L'indipendenza e la terzietà dell'organo giudiziario richiede distanza rispetto ad interessi particolaristici , rappresentati dalle varie fazioni della politica.

In tale ottica è vietato ad ogni magistrato di far parte di partiti politici.

Il Consiglio ha un compito organizzativo primario, includente  potestà regolamentari ed organizzative.

Il Consiglio provvede a dare le disposizioni necessarie , per l'espletamento dei concorsi di accesso alla magistratura, la dislocazione dei magistrati sul terrritorio nazionale e la progressione della loro carriera, sino al loro pensionamento.

Il Consiglio esercita una potestà disciplinare in caso di comportamenti scorretti tra colleghi e nei confronti del pubbico degli utenti.

Il Consiglio opera, altresì, quale organo consultivo, nelle specifiche materie di rilevanza giudiziaria .

Di fatto esistono carriere separate tra la magistratura inquirente e la magistratura giudicante , con problematiche diverse connesse all'organizzazione dei singoli uffici.

L'operatività del Consiglio include le delibere di nomina dei capi degli uffici ( giudicanti e inquirenti ) , la disciplina dell'eventuale rientro del magistrato, collocato fuori ruolo  per l'assunzione di incarichi di natura politica e , più in generale, la regolamentazione, ancora non emanata, per l'assunzione degi incarichi giurisdizionali da parte dei magistrati fuori ruolo , già dislocati, per taluni periodi di tempo, presso  i vari ministeri.

Il Consiglio , tramite la Scuola della Magistratura, si occupa, altresì, della formazione dei magistrati, nel corso della loro vita professionale.

Sono tutte tematiche di cui si discute molto e che rappresentano temi di grande attualità. 

Una tra le tematiche più essenziali

 

Si tratta delle circolari organizzative generali e specifiche, per ciascun ufficio.

Le previsioni generali sono dettagliate e nel tempo sono divenute sempre più complete. 

Gli uffici, di merito e di legittimità, debbono uniformarsi alle circolari generali, sia nel provvedere alla loro organizzazione interna, tramite la suddivisione dei compiti e degli incarichi rivestiti dai vari magistrati, sia nel prevedere le regole di assegnazione degli affari, rigorosamente automatiche, in ossequio al principio del  Giudice Naturale.

In tale contesto si pone la successiva approvazione, da parte del Consiglio, delle tabelle  organizzative, relative a ciascun ufficio.

L'ausilio dei Consigli Giudiziari

 

Si tratta di organi collegiali, i cui componenti sono periodicamente eletti dai magistrati, dislocati sul territorio, presso le varie Corti d'appello territoriali, che a loro volta includono i Tribunali di zona.

Il Consiglio Giudiziario costituisce una derivazione locale del C.S.M..

In tale qualità il C.G. ha ampi poteri e compiti, essenzialmente istruttori e consultivi.

Le delibere dei C.G. sono determinanti e , sovente , sono fatte proprie dal Consigli.

In determinate materie il C. G. valuta in composizione mista, con appartenenti all'avvocatura locale.

E' opportuno anche in questo caso recidere i legami con i gruppi correntizi, per cui la prossima riforma dovrebbe includere anche la composizione dei Consigli Giudiziari.

 

 

 

L'informatica

 

E' compito del Consiglio provvedere ad emettere le delibere, relative alle  cariche, da asegnarsi, secondo criteri prefissati, ai magistrati che ne fanno domanda, complementari  rispetto all'attività di informatizzazione dei singoli uffici, riservata al Ministero di Grazia e Giustizia.

La potestà disciplinare

 

Si tratta di una funzione delicatissima, che incide notevolmente nella vita del magistrato e sull'assetto dell'attività giudiziaria.

Esiste una Sezione ad hoc presso il CSM.

Una normativa di legge, oltre ad un codice etico, impongono al magistrato l'osservanza di regole e dettami rigorosi, sia nell'esercizio della propria attività sia nelal vita privata.

E' necessario conservare il decoro della persona e dell'ufficio al quale appartiene il signolo magitrato.

Si auspica l'attuazione di un principio di parità di trattamento, in situazioni similari.

Una diversa pratica , in concreto, può sottintendere, non solo diferenziazioni indebite, ma veri e propri tentativi di incidere sull'attività del magistrato, non conforme o  "scomodo" per taluni interessi, il che è assolutamente da evitare.  

Il rinnovo del Consiglio

 

Ogni rinnovo è una speranza ...

Si lanciano avvisi di insoddisfazione, ma la speranza non muore mai ...

Il Consiglio ha un compito altissimo, non limitato alle nomine...

Il sistema correntizio non cessa, anzi sembra, in qualche modo alimentato...

Questo potere va usato bene, calandosi nelle difficoltà dei colleghi e nelle insoddisfazioni degli utenti...

Va vista la finalità ultima : fare in modo che la giustizia sia tale davvero per le persone e non un'entità distaccata, utile al potere di pochi, da cui deriva "bruciore" e disagio ogni volta che ci tocca da vicino...

Che non sia mai...  

Sezione II: Benessere fisico e Spirituale

 

Sez. II

 

Benessere Unitario

 

Il benessere di ogni essere vivente non può che essere unitario. Che la completezza e solidità spirituale incida sulla salute fisica è ormai confermato dalla visione medica odierna.

Incomunicabilita'

 

La felicità,  intimamente cercata da ogni essere umano, può essere paragonata a brevi stati di esaltazione, tanto elevati, quanto transitori?

Forse, ma non è questa la 'ricetta' da ricercare nel prosieguo della nostra vita.

Esperienze entusiasmanti transitorie ,talvolta, si trasformano in ricordi struggenti, tanto belli, quanto, in qualche misura , dolorosi e nostalgici.

Va ricercata una vita piena, supportata da solidi affetti e da ricerche e finalità ideali, altrettanto solide.

Una direttiva essenziale è costituita , a mio avviso, dall'evitare il tradimento della propria natura.

Se si scivola in questo, si andra' incontro a disagi psicologici profondi, solo apparentemente non spiegabili.

In questo caso l'uomo veste un abito che non gli è proprio.

La consapevolezza di se stessi e del proprio valore, sia pure oggettivamente limitato, accompagna , accrescendo, la persona nel  progredire della vita e la porta poco alla volta a non dipendere dal giudizio altrui.

Comprendere gli altri, nella loro vera essenza, e'  difficile , il che incide sulla vita relazionale.

Una sorta di chiusura , attorno a noi stessi, ci protegge da 'invasioni' indebite.

Occorre poter aprire un varco per ottenere inevitabili benefici provenienti dagli altri.

L'affettività, intesa come amore in senso lato, e la fede sono delle ottime lanterne nei percorsi non illuminati.

Cercare l'essenza

 

Non lasciarsi condizionare dai modelli altrui, supportati da tendenze ambientali. 

Non accettare supinamente il pensiero altrui e affrontare la fatica della ricerca di un percorso proprio, l'unico davvero soddisfacente.

Mettere in conto le reazioni malevole ambientali.

Lavorare su se stessi comporta la comprensione dell'origine di reazioni inconsce ed una possibile e faticosa dispersione di sensi di colpa, inutili e sovente provocati da esigenze difensive altrui.

Quale contropartita, occorre essere impietosi con se stessi, comprendere le responsabilita' effettive ed inescusabili,  a nostro carico , e porre rimedio, perdonandoci incongruenze caratteriali, sbavature ed  eccessi.

Non siamo perfetti e come tali siamo più simpatici, anche di fronte a noi stessi.

 

 

 

 

 

 

 

 

L'essenza è "altro"

 

Sempre.

Il concetto è legato all'interiorità e alla coscienza.

Raggiungere traguardi correnti determina soddisfazioni transitorie e, come tali, incomplete.

Una vita spesa bene lascia tracce...

La soddisfazione del "dovere adempiuto" è ineguagliabile, sotto tutti i profili.

Questo concetto vale per ogni individuo, per la famiglia e per la vita professionale.

Questo modo di sentire si accresce progressivamente e crea sensibilità verso tutti gli esseri viventi.

Si congiungono accortezza, esperienza e determinazione.

Per essere soddisfatti...    

La comunicazione essenziale

 

Non e' facile comunicare l'essenza del contenuto che si vuole trasmettere.

Tutti noi sbagliamo : o diciamo troppo o diciamo poco.

L'effetto è una sorta di incomunicabilita'.

Le conseguenze sono notevoli.

Non importa. Dobbiamo essere tolleranti con noi stessi e con gli altri.

Possiamo,  peraltro, confidare nell'empatia, ossia nelle nostre immediate sensazioni.

È il canale della vera conoscenza.

La dimostrazione razionale si congiunge e ,quasi sempre, salvo errore, costituisce una conferma.

In questo contesto la 'cattiveria', l'alterigia e la tracotanza altrui devono essere captate e abbandonate , in modo che non facciano breccia si di noi, creandoci dei timori e delle insicurezze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comprendere l'essenziale

 

Vale per noi stessi. 

Comprendere le problematiche fisiche va congiunto alla comprensione degli aspetti dell'interiorità psichica .

Non vi è nessuno che non abbia bisogno di approfondire lo sguardo sul passato e poter progredire, con uno sguardo sul futuro.

Di norma incidono enormemente le c.d. ferite dell'anima.

Questa consapevolezza ci può aiutare a superarle e progredire nella direzione prescelta, in quanto maggiormente sentita.

 

 

 

Accettare condizioni di inferiorità

 

E' il primo passo per andare oltre.

La Forza di Vivere

 

Viene dalla vita stessa ...

L'esempio di persone forti e particolarmente illuminate ha un effetto estensivo rispetto alla sfera degli altri...

Non bastano le parole...è sufficiente il loro sorriso ...

Sono delle luci, di cui ci si accorge enormemente nel momento in cui vengono a mancare.

Trarre energia da costoro è un bene ?

Certamente: è un dono naturalmente elargito da loro stessi...

Il rispetto dell'altro comporta un limite : togliere energia spiriturale deve consentire una ripresa dell'altro e l'assolvimento dei  compiti che spettano a ciascuno...

La debolezza intrinseca dell'individuo denota un problema personale.

La forza della presenza amica deve aiutare a comprendrlo e a risolverlo con un atto di volontà.

Chi dà energia poco alla volta deve poter cessare questo ruolo.  

La depressione collettiva

 

 

E' una sensazione che aleggia nell'aria e in ogni relazione pubblica e privata...

Occorre guardare con fiducia e sforzarsi di guardare in avanti...

Il primo impegno è dato dal non farsi trafiggere interiormente dalla pusillanimità esterna, caratterizzata da cattiverie e sciocca presupponenza...

E' difficile umanamente, ma non impossibile..., dopo l'assunzione di consapevolezza dell'estrema povertà individuale dell'esterno...

Quindi concentrarsi sull'essenziale , nella nostra vita e nella società...

Adoperarsi , con i propri limiti, per il bene comune è una "medicina" efficacissima...

Basta poco...senza tirarsi indietro...  

La sofferenza interiore

 

E' un bagaglio per lo più sconosciuto...

Vale la pena approfondire e capire le ragioni lontane del nostro disagio più profondo...

Emerge inaspettatamente nelle occasioni più disparate...

Partecipiamo talvolta al dolore altrui in modo intenso...

La ragione ?

Quel dolore, quella perdita toccano il nostro dolore , le nostre perdite...i nostri timori più profondi... 

Ci immedesiamo ...dobbiamo capire il motivo di questa nostra vicinanza ...

Scoprirlo ci dà un tesoro...

Di solito sono gli strascichi di ferite lontane , derivanti da un'esperienza soggettiva di abbandono e da comuni bisogni di affetto...

La consapevolezza di noi stessi ci aiuta in modo decisivo a stare accanto agli altri e a progredire nel percorso di vita

La perdita di una persona cara

 

 Si vive a livello individuale e anche collettivo...

Quest'ultimo è un fenomeno inatteso...inesplorato...

Come per ogni esperienza occorre assopire il dolore del distacco e mantenere il beneficio che quella persona perduta continua a dare a tutti...

Si capisce così che quel bagaglio personale non è perduto, ma rimane ...

Noi esseri umani siamo deboli e tardivi nella comprensione...

Avvisiamo il dolore lacerante e non ci rendiamo conto subito che quella eredità  è immanente, presente comunque...

Come tale dobbiamo coltivarla e far si che costituisca esempio per chi ci sostituirà...

Vale nella vita privata e nella vita pubblica...  

Il senso di angoscia esistenziale

 

La sofferenza interiore , una maggiore consapevolezza e vicende tragiche della vita posso essere causa di angoscia...

Tale sensazione ingloba tutto...

Plurimi segni esterni di abbassamento del livello minimo di dignità, indispensabile per la sopravvivenza dell'umanità, contribuiscono ad una visione pessimistica, senza scampo...

La mancanza di un sostegno può indurre ad esiti fatali e a decisioni avventate...

Razionalita' e amore per il prossimo indicano la strada...

Si resiste a queste sensazioni insane occupandoci del benessere altrui...

La ricompensa è  inespressa...

Continuiamo a vivere ...

Ciò che prima appariva pesante, la vita stessa, proseguirà in modo naturale...

 

 

 

 

L'intolleranza

 

 E' una delle cause principali dell'angoscia esistenziale , congiuntamente all'incomprensione...

Mai mettersi in dubbio...

Mai provare sensi di colpa...

Il soggetto e, frequetemente, il gruppo di riferimento ritengono di essere portatori di verità e , come tali, annientano con la parola e con le zioni chi li contrasta...

Ecco l'intolleranza, che allontana e che anienta qualsivoglia intento costruttivo...

"Ciò che dici non vale niente"...questo è il pensiero corrente...

Tanto più , se si tratta di teorie e di idee...questo riscontro è la cartina di tornasole della dilagante inconsapevolezza o ignoranza , che dir si voglia...

Le idee smuovono i mondi...