La Pagina dei Contributi Giuridici

L'intento è duplice.

Spiegare in termini molto semplici ad un pubblico vasto i concetti sottesi alle varie problematiche, affinchè chiunque possa apprendere le difficoltà del settore, quanto meno assumere la conoscenza della loro esistenza,

Dare indicazioni agli operatori del diritto, circa le pubblicazioni , sui vari argomenti , di volta in volta richiamati.  

 LA DIFFUSIONE DEL DIRITTO- Il Sistema delle Impugnazioni-

 

In termini molto semplici, va detto che nei primi due gradi di giudizio del merito , sia nel settore civile che nel settore penale,  i giudici trattano la controversia, valutando le circostanze di fatto e operando un inquadramento giuridico.

Nel giudizio di legittimità la Corte di Cassazione valuta i vizi della sentenza impugnata, concernenti eventuali violazioni di legge e profii di intrinseca illogicità, annullando il provvedimento, se affetto da vizi di questo genere..  

 

Cassazione Penale marzo 2019 Dir . Domenico Carcano

 

ANOMIA DELL'ILLOGICITA' MANIFESTA

 

                 Angelo Costanzo

 

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(...per gli operatori del diritto ...vizi di logicità della sentenza impugnata...)

 

 

LA DIFFUSIONE DEL DIRITTO- L'ordinamento giuridico-

Con questo termine si indica il complesso delle norme che regolano la comunità , ricomprensivo anche delle norme reltive all'organizzazione interna dello Stato e dei rapporti giuridici tra organi dello Stato e membri della colelttività

Cenni sul trattamento giuridico degli operatori del Servizio Giustizia

 L'inquadramento nell'ordinamento giudiziario degli operatori del diritto è soggetto a riserva di legge.

https.//www.giustiziainsieme.it/it/magistratura-onoraria/666-la-disorganica-riforma-della-magistratura-onoraria

Angelo Costanzo

 

                  Anche i magistrati onorari sono lavoratori della Giustizia

LA DIFFUSIONE DEL DIRITTO - L'Etica del Diritto -

 

L'etica del diritto è fondamentale . Senza di essa la civiltà muore. L'etica costituisce la base della cultura del diritto . Questa a sua volta è indice del grado di civiltà di una determinata popolazione . La cultura giuridica diffusa si raggiunge con la conoscenza delle regole e con l'osservanza spontanea delle stesse. E' lo specchio di una coscienza collettiva che trova radici nelle coscienze individuali e nel patrimonio , scientifico e morale, ereditato dal passato. Ogni popolo ha il suo DNA tratto dagli avi. La cultura delle regole è una parte integrante essenziale.

Alla ricerca dell'etica della responsabilità di Rosario Scalia

 

Alla ricerca dell’etica della responsabilità.

di Rosario SCALIA Magistrato della Corte dei conti

Nel momento in cui nel nostro ordinamento giuridico si è introdotto il reato di “traffico di influenze illecite”, si è immaginato in chi lo proponeva una diversa società civile, una diversa pubblica amministrazione, una diversa classe politica.

Si è immaginata l’esistenza, in definitiva, di una Italia diversa.

Ma perché?

Si tratta di un adeguamento solo formale alle prescrizioni, alle sollecitazioni che provengono da altri mondi, da mondi in cui l’etica della responsabilità è connaturata al sistema dei doveri che-oltre ad essere riconosciuti- sono praticati?

Sistema dei doveri che rintracciamo essere presenti in codici deontologici o nei codici di comportamento.

Ma siamo pronti, disponibili ad accettare tutto ciò che in tali strumenti di buona condotta abbiamo saputo porre?

Oppure, non ci fidiamo della giustizia autodeterminata, e preferiamo ricorrere al giudice nelle aule di un qualsiasi tribunale?

Se dovessimo rispondere effettivamente a queste semplici domande, allora onestamente dobbiamo riconoscere che molta strada deve essere ancora fatta. In questo caso, non potremo cancellare dai nostri occhi, dalla nostra mente quelle vicende-triste e patetica, al tempo stesso-che un attore come Alberto Sordi è riuscito mirabilmente ad interpretare nel film “Un borghese piccolo piccolo.” Era l’anno 1977; il film costringeva, allora, gli spettatori a riflettere sulle nostre paranoie, sul nostro modo tutto italico di vedere il mondo, di rappresentarci il Potere.

Ecco: il Potere, che si sostanzia nella capacità di distribuire a mezzo delle leggi vantaggi, più o meno meritati, dovrebbe essere indirizzato al perseguimento del bene comune (un qualche cosa che ciascuno, però, si rappresenta come capace di attentare al proprio bene individuale).

Ma, allora, dovrebbe essere più giusto ripartire dal basso, cioè dal momento in cui ad ogni individuo va indicato il senso del limite.

Ciò richiede, quindi, la individuazione di percorsi individuali di formazione al riconoscimento del (giusto) rapporto tra bene comune e bene individuale. Il Potere – che si atteggia diversamente nella realtà democratica moderna ( da quello legislativo a quello esecutivo, a quello giudiziario)-non può muoversi senza regole. Di esse ha bisogno più di ogni altro il sistema degli interessi. Ne ha bisogno perché deve difendere il suo onore dagli attentati continui, permanenti, visibili e invisibili, che il sistema degli interessi privati (egoismi) per sua stessa natura è orientata a perpetrare.

L’onore della potestas publica risiede in due espressioni che la connotano: buon andamento e imparzialità. Espressioni presidiate ambedue dal principio di legalità, cioè dall’obbligo imposto dalla nostra Carta Costituzionale (da tutte le carte costituzionali moderne) di doversi muovere nell’ambito della legge, dello Stato di diritto.

Se tutto questo è vero, il nostro ordinamento rimane de-privato da una quota ampia di legislazione a presidio di ciò che deve ritenersi, oggi, lecito. In sostanza, non si può essere disponibili a contaminare il proprio ordinamento con regole rinvenibili in altri ordinamenti, senza accoglierne (dopo averli studiati) la totalità di esse. Se, poi, questa operazione di contaminazione la si fa solo per compiacere il mondo che ci circonda, si commette un terribile errore: quello di lasciare spazi all’etero-controllo, cioè alla penetrazione del sistema da parte di un potere-quello penal-giudiziario- che non risolve i problemi ma li può aggravare. Dato che induce chi sa ormai di non essere in regola di ricercare nuove vie – ancora più difficili da rintracciare – per sfuggire alle sanzioni che la legge prevede.

La virtù dell’azione amministrativa non si consegue per vie traverse, o al di fuori del sistema che ne ha la responsabilità della generazione.

La virtù dell’azione amministrativa si persegue attraverso l’assunzione di misure correttive, che possono essere autoprodotte (corretto funzionamento del sistema dei controlli interni), o sollecitate da un controllore esterno che sia indipendente. Misure, quindi, che vanno assunte nelle diverse fasi in cui si articola il processo decisionale: nel momento in cui si scrivono le regole del suo formarsi, nel momento in cui le burocrazie sono tenute ad assicurarne l’esecuzione a pro di interessi individuali, nel momento in cui se ne deve valutare l’effettivo impatto sui destinatari.

Non è chi non vede come l’attività normativa (alla cui elaborazione contribuiscono i politici e le burocrazie) non possa subire l’influenza di portatori di interessi (esterni e interni). A ciò il Legislatore (Parlamento, Consigli regionali) può predisporre un efficace rimedio: quello di indicare, nel primo articolo della legge che si approva, le finalità che si intendono perseguire. Chiarezza di intenti, quindi. Ma non è sufficiente. Occorre – come avviene negli U.S.A., oppure in Inghilterra – che il Governo accompagni qualsiasi proposta di legge con un “libro verde,” un rapporto in cui siano evidenziati i pro e i contro della normativa che si intende sottoporre all’organo legiferante. Con un ulteriore specificità ordinamentale: che delle sedute delle Commissioni legislative in sede deliberante faccia parte un componente dell’Istituzione superiore di controllo. A tale componente “muto” il compito, poi, di proporre all’Istituzione superiore di controllo, di cui è membro autorevole, di avviare una specifica indagine di esecuzione, al fine di fare rispettare lo spirito, oltre che la lettera, della legge da parte dell’Esecutivo, cioè da parte delle burocrazie. Per riportarne i risultati alla valutazione politica dell’Organo che si è assunto l’onere di approvarne i contenuti.

Ecco: il circuito democratico si conclude là da dove ha preso le mosse. La politica, per tale via, si è assicurata una sostanziale supremazia anche sul potere giudiziario che non può distorcerne gli obiettivi. Ma la politica – se non vuole diventare tirannide – si è autoimposta, in quei paesi, delle regole stringenti: ha disciplinato l’attività di lobbyng; ha consentito la partecipazione al processo di formazione delle leggi ai portatori di interesse a mezzo delle audizioni; ha richiesto all’Istituzione superiore di controllo indipendente di lavorare nel suo interesse.

Con questo non si vuole riconoscere a tale sistema così descritto in modo sommario un valore taumaturgico o di perfezione istituzionale. Si intende solo richiamare l’attenzione su un sistema di ponderazione degli interessi che si ispira – per quel che è possibile – al criterio della trasparenza.

Di essa, in Italia, purtroppo continuiamo ad avere una idea distorta: che la sua perseguibilità si realizzi, tra l’altro, rendendo pubblici gli stipendi della dirigenza. Invece, di ben altre cose essa si dovrebbe nutrire. E, fra tutte, quella che dovrebbe dimostrare al cittadino il costo/ora effettivamente lavorata di ciascun operatore pubblico. Oppure, a che punto della procedura amministrativa si è fermato il provvedimento di interesse.

Anche queste misure sono utili a ridurre l’applicazione scriteriata che del nuovo reato può farne il giudice penale, più correttamente chi ha la funzione di accusare una persona o un ente di aver violato la legge.

Saggio di Rosario Scalia - Presidente di Sezione della Corte dei Conti

 

Etica e “Codici di comportamento” La rinascita delle istituzioni pubbliche nella “Giornata della legalità e della trasparenza”? 

Pubblicato sulla rivista "Management locale" Anno VII- numero 7/8-2019

Il rapporto tra la politica e l'amministrazione

Estratto

"Premessa

Dal 1993, anno in cui si scrivevano le “nuove” regole (rispetto al d.P.R. 10 giugno 1957, n. 3) contenenti la disciplina del sistema dei doveri e degli obblighi dei dipendenti pubblici “privatizzati” (fino ad allora rinvenibili negli articoli da 13 a 25 del T.U. richiamato), e in tale contesto veniva in evidenza la necessità di elaborare un documento denominato “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici”, al 2012 – anno in cui si torna sul punto – le ragioni di una siffatta scelta politica (che non è da considerare semplice ripensamento dell’obiettivo che tale normativa è chiamata a perseguire a tutela degli interessi degli utenti), non sono state ancora pienamente chiarite .

Cerchiamo di farlo, pertanto, individuando i collegamenti che sussistono tra le diverse “discipline”, da quelle meno recenti (legge n. 241/1990) a quelle più recenti (legge n. 190/2012), che ci conducono a capire meglio il ruolo e le funzioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (nata, soppressa, risorta). Cerchiamo di farlo svolgendo un’analisi sulle (non) scelte del passato (caratterizzato, quindi, da generalizzati comportamenti omissivi) e sul fatto che i ritardi accumulati nell’assicurare esecuzione, soprattutto, al D.lgs. n. 150/2009."

Etica e Società - Caterina Mazzitelli - Piattaforma Autori Indipendenti di Amazon-

 

Un visione di insieme : Etica e Società in evoluzione; Indifferenza delle istituzioni; Etica  rapportata alle relazioni private e pubbliche, Etica nella Pubblica Amministrazione e nella Magistratura, Etica nel processo, Rimedi : Consapevolezza e Volontà

Estratto: " Premessa

Perché trattare dell’etica? Trattati e opere filosofiche sul tema ci esimono da ulteriori elaborazioni.

Eppure, in questi tempi moderni, si sente impellente il bisogno del richiamo all’etica. Il concetto porta con sé gli strascichi di un pathos, di un afflato dell’anima. Nell’immaginario umano l’etica è inscindibilmente legata ad un piano spirituale.

Nel trattarne Platone, filosofo della civiltà classica greca, distinse i concetti dell’anima e del corpo, la prima racchiusa nella fisicità del secondo.

Parlare dell’etica desta emozione in un animo particolarmente sensibile ai temi della convivenza civile.

L’etica, come insieme di regole della morale, quale fondamento basilare di questa, costituisce il solco primario, sul quale s’incastra la regola morale, talvolta diversa, secondo le popolazioni e le civiltà, sempre strettamente legata ad esigenze territoriali e di sopravvivenza.

In tale ottica l’etica forma una base più ampia, che investe un raggio più esteso, tendenzialmente universale. L’etica non può non essere promiscua al sentimento religioso. Quest’ultimo, sia pure fondato sul trascendente, non può fare a meno dell’etica.

In un’ottica moderna, estremamente di attualità, si registrano tensioni fortissime, determinate dall’incontro di più razze e di una pluralità di civiltà.

I principi basilari delle democrazie occidentali sono a rischio per una pluralità di fattori: il sopravvenire di una nuova era, caratterizzata dal predominio di interessi finanziari e dalla prevalenza della scienza informatica, con l’avvio di strutture complesse incentrate sull’intelligenza artificiale. Il benessere, portato in talune parti del pianeta dal consumismo e da una ricchezza materiale, in netta contrapposizione all’estrema indigenza di una grande parte della terra e dei suoi abitanti, pone a rischio la tenuta del sistema, inteso a livello mondiale e globalizzato.

La perdita di valori, incrementata, da un lato, da interessi egoistici ed edonistici, legati al benessere materiale, e, dall’altro, dal contrasto con valori diversi, legati ad altri paesi, sovente estremamente lontani, in tutto e per tutto, ha determinato una crisi, che non è azzardato definire etica.

Per questa ragione è bene tornare a parlare di etica in modo preponderante e, per di più, assiduo e costante nel tempo, non secondo modalità confuse e frammentarie, ma in base a schemi logici rigorosi e concatenati, tramite un’elaborazione concettuale e teorica, che tragga la sua origine dall’osservazione e dalla pratica della realtà quotidiana."

Diffusione del Diritto : branche del diritto c.d. popolari , estese ad un un pubblico indeterminato, e branche del diritto settoriali

 

E' una distinzione corrente nel diritto civile, relativo alla regolamentazione dei rapporti privati.

Tra le branche del diritto, che disciplinano una serie indeterminata di rapporti, va individuata una posizione particolare per tutto quanto riguarda il diritto di famiglia.

La sua importanza è di immediata percezione.

Settori di grande rilievo, per l'estensione delle regolamentazioni privatistiche, fra tutti, il settore immobiliare, assicurativo, locatizio e bancario e l'area relativa al diritto del lavoro.

Sono semplici esemplificazioni non esaustive.

Sovente sono contrapposti interessi riconducibili a categorie sociali che si fronteggiano anche sul piano giuridico.

Settori più particolari : ad es. il settore del diritto industriale, anch' esso di rilievo, tra gli operatori, con effetti giudiziari estesi a cateogorie di specifiche relazioni commerciali.

       

Diritto bancario: tesi contrapposte ( una tra le tante)

 

A fronte di una giurisprudenza maggioritaria, implicante la legittimità del finaziamento bancario fondato su un piano di ammortamento c.d.  alla francese , vi è una corrente di pensiero contrapposta , che, sulla scorta di un diverso orientamento giuridico e sulla base di principi di matematica finanziaria, sostiene l'illegittimità di tale modalità.

Secondo i primi, sostenitori della legittimità di detta modalità di computo, il finanziamento non incorre nel divieto di anatocismo , previsto dalla disciplina codicistica ( art. 1283 c.c. ) , relativo al computo di interessi su interessi scaduti, fatte salve le eccezioni espressamente contemplate dalla norma; secondo i secondi, l'art. 821 comma 3 c.c. , nel prevedere un computo giorno per giorno dei frutti civili, preclude il c.d. "interesse composto" ravvisabile matematicamente nel piano di amortamento citato.