La memoria si accresce di contenuti

È inevitabile. La memoria prosegue legata alla storia dell'uomo. Storia collettiva e storie individuali. Un insieme di tracce o, per meglio dire, di testimonianze. 

La forma dei contenuti

La più varia e mutevole. Rappresentano una vera ricchezza spirituale che come tale deve sgorgare e, solo in un secondo momento, dev'essere organizzata. Il disordine è  solo apparente.  I contenuti, di genere letterario, giornalistico e prettamente individualistico, con riflessi psicologici, anche artistico, in qualunque sede siano espressi, hanno un legame fra loro : la testimonianza della vita nelle sue varie manifestazioni.

Gli atti processuali

Costituiscono una ricchezza enorme, quasi mai visitata e scandagliata, i processi di ogni tempo e di ogni paese. Sono una fonte inesauribile di informazioni, sui costumi dell'epoca e sulle modalità di esercizio del potere giurisdizionale, legate alle modalità stesse del potere politico e all'organizzazione strutturale data dal potere politico alla società,  aggregazione umana indispensabile e basilare. 

Lo studio del potere

È essenziale. Il Potere, nelle varie sue forme, anche volte al benessere e al progresso della società,  va compreso, per quanto possibile. Solo chi fa parte integrante dello stesso lo può conoscere a fondo. Cionondimeno anche chi si pone in posizione libera, non asservita, oltre ad essere strumentale esso stesso alla stabilità del sistema, può intuirne i meccanismi e offrire chiavi di lettura, indispensabili per la sopravvivenza dell'individuo.

Poteri

È bene usare il plurale. Vi è un'unica matrice di fondo. In questa ottica, taluno correttamente parla di 'unicum'. Occorre distinguere : fronte lecito , istituzionale, e fronte illecito, legato alla criminalità. Potere politico, deliberativo ed esecutivo, potere giudiziario, terzo, e potere economico, indifferenziato , come tale ,né lecito né illecito, asservito, in tutto e per tutto, alle regole del profitto. Sono nozioni comuni. Altrettanto notorio é il possibile inquinamento dovuto alla commistione tra i due fronti, lecito e illecito, con zona centrale, al limite, di colore grigio e di margini incerti. Si tratta , in una certa misura, di deduzioni logiche, puramente intellettuali, che trovano conforto nei casi concreti. Nulla di che.....solo spazio introduttivo.

Le modalità indirette

L'esercizio del potere, in forma lecita e legata istituzionalmente alla struttura stessa della società, non può che essere fondato- per certi aspetti, soprattutto organizzativi - su modalità indirette e finalizzate a risultati prestabiliti a priori. Si ricava insegnamento, al riguardo, dagli studi storici. L'uso del mezzo indiretto esclude qualsiasi forma di spontaneità e di casualità. Il settore della diplomazia ufficializza e consacra questo genere di relazioni, di norma  coperte. Nella sostanza, qualsiasi risultato politico, deliberativo ed esecutivo, è preceduto da accordi, solo in parte svelati. Lo stesso potere economico è esercitato,in parte,con tali modalità. Il potere giurisdizionale, in ogni sua forma , anche organizzativa, deve prescindere da questo genere di modalità. Il sistema ne tutela l'essenza, che altrimenti sarebbe tradita, nel profondo. La stessa organizzazione giudiziaria deve prescindere da rapporti retrostanti, in quanto, in caso contrario, non si avvarrebbe di tutte le energie , intellettuali e spirituali, presenti tra gli  operatori del diritto. Non solo, se così non fosse, si potrebbe dare origine a canali di commistione indebita con la politica, intesa in senso stretto, come complesso di forze predominanti, presenti nel paese.    

Il potere diffuso

Palese o meno, il potere diffuso è spalmato, tra gli appartenenti ad un medesimo ceto sociale. Per lo più è un potere, che deriva da aggregazioni, che socialmente s'impongono su altre aggregazioni, similari o meno, anch'esse di derivazione sociale. Nell'epoca moderna è sentito molto il concetto di appartenenza, quasi coincidente con una forma di tutela dell'individuo, sperso, di fronte alle forze aggregative.

Il fine non giustifica i mezzi

E' un'affermazione importante, di peso, contraria a concezioni correnti. In tal modo si tutelano i valori principali dell'uomo e s'impediscono l'abuso e la distruzione degli esseri viventi più deboli. Così si arriva al ripristino dell'insieme dei valori , che si avvertono mancanti e sempre più carenti, quasi come in un approssimarsi di abissi veri e propri.   

La difesa dei deboli

E' il passaggio logico successivo. Rappresenta, in definitiva, la difesa dell'Uomo stesso, nella sua debolezza e gracilità. Tutti sono necessari per l'evoluzione dell'essere umano. E' ragionevole dare tutela alle sfere sociali e agli individui, che maggiormente ne hanno bisogno. Questo serve a noi stessi e alla conservazione della specie.

La chiusura e la sordità del potere

Sono effetti costanti, in caso di un esercizio , quanto meno apparentemente immotivato. Si ergono dei muri. Le ragioni rimangono sconosciute o appena intuibili. Ma queste sono le connotazioni negative di talune manifestazioni. Dobbiamo auspicare tutti un esercizio lungimirante , costantemente indirizzato al bene comune.

  

Il potere educativo, terapeutico e conservativo

Sono manifestazioni essenziali, nei confronti di soggetti incapaci di prendersi cura di loro stessi : bambini , malati, anziani e animali, questi equiparati ad una 'res' , oggetto di proprietà. Normalmente siffatto esercizio si dà per scontato, come inevitabile. Sono  auspicabili interventi e vigilanza,  non solo per evitare abusi, ma per individuare i contenuti e le finalità di questa sfera di attività.  

Il potere ambientale

Di norma è una derivazione di un potere esterno , presente sul territorio, a livello locale o più esteso. Le regole di questo genere di ambiente si fondano tacitamente su una sostanziale conformità a direttive non scritte. Il 'modus vivendi' ,interrotto da eccentricità o inserimento di elementi diversi, provoca isolamento. È un'autodifesa. Nient'altro. Ovviamente in tutto questo si annida l'indebito e l'aggiramento costante delle normative vigenti.

Le vittime

Alcune hanno acquisito fama per esiti tragici o semplicemente per rinomanza della loro esclusione. Mi riferisco ad ambienti legati a manifestazioni artistiche. Il loro ricordo non serve purtroppo a portare cambiamenti concreti, ma costituisce monito. In misura maggiore o minore, siffatte tendenze costituiscono fonti di inquinamento etico e giuridico generale.

Anticorpi

 

La rigenerazione ambientale richiede un lungo percorso , composto di varie fasi. La conoscenza approfondita è essenziale. Per questa ragione l'inserimento di 'corpi estranei' è quanto mai fruttuoso. Ancor più benefica è la reazione negativa ambientale, che svela il substrato, operando come un boomerang. L'inserimento di più  elementi di diversa provenienza e l'accertamento di episodi lesivi, sul piano individuale, costituiscono un valido ausilio, oltre che una progressione in vista del rinnovamento auspicato. 

La rigenerazione dell'individuo

 

Il rinnovamento degli ambienti, che si tratti di ambienti lavorativi o di ambienti delle cittadinanze locali , deriva dalla presa di consapevolezza dell'uomo. Come cambiarlo ? come suscitare in lui una presa di consapevolezza delle sue connotazioni più negative, fra cui l'ipocrisa, la falsità, la doppiezza, l'egoismo esasperato, la mancanza di riguardo verso gli altri, l'aridità e l'assenza di sensibilità ? Nessuno di noi è perfetto, in ciascuno di noi vi sono questi germi , accanto ai quali vi è la traccia dei sentimenti nobili, naturalmente presenti nell'uomo e tramandati per via tradizionale, familiare e collettiva. Il risultato finale dipende dalla prevalenza, in ciascuno di noi delle propensioni anzidette, di un tipo e dell'altro.  

L'uomo va comunque amato

 

Questo è il primo passo...occorre amare e compatire...è l'unica strada per il miglioramento...è difficilissimo soprattutto verso chi si è macchiato dei crimini più efferati...anche in quei casi occorre cercare la soluzione migliore per lui e la collettività...

Dare adito a odio e rancore sfrenati è insensato, oltre che presupponente ...Nessuno è privo di macchia...l'autogiustificazione a priori e lo sfogo libero precludono   soluzioni     equilibrate e , soprattutto, ostacolano la ricerca delle effettive responsabilità individuali e collettive... 

 

Il razzismo

 

E' un sentimento negativo che fa parte della natura dell'uomo...

Esistono varie forme e in senso inverso: le vittime del razzismo a loro volta provano diffidenza e avversione verso chi li esclude dal suo circolo e a loro volta si compattano per combattere i primi...

Il razzismo si tramuta in mobbing nell'ambiente lavorativo ( un razzismo a volte insensato nei confronti di chi sostiene un diverso pensiero e per ciò solo è estraneo...)e in forme odiose di esclusione, presenti ovunque e in qualunque occasione, da sempre ...

Il razzismo si tramuta in ignoranza dei costumi e delle conoscenze, anche approfondite, appartenenti all'altro...

Il razzismo era già presente una volta : dei padroni nei confronti dei servi e dei servi nei confronti dei padroni...e così via...del Nord nei confronti del Sud e viceversa...

Il vero incontro è raro e arricchisce come non mai...

Non si capirà mai la profondità della ricchezza dell'unione dei 'diversi', intesi come individui e civiltà...

Le tracce delle nefandezze dell'uomo

 

Non sempre vengono a galla...il più possibile si coprono...

Con il tempo si svelano ma, pare, non siano mai sufficienti per un cambiamento radicale della società..., mai , pronta a nuovi fenomeni, come le migrazioni dei tempi odierni...

Le radici del contesto mafioso

 

 Sono queste , appena descritte...

Talvolta si tratta semplicemente di ambienti chiusi , che detengono una forma di potere...

Ebbene, in questi casi, può attecchire un'infiltrazione indebita...

Comunque l'ambiente criminogeno ha una sua separetezza , fatta di rifiuto della legalità e del contesto circostante...dello Stato nel suo insieme...

Ragioni ulteriori per iniziare processi di apertura dal 'basso'...da noi stessi...  

Il contesto economico-culturale

 

Ogni contesto direttamente o indirettamente è legato ad un intreccio di interessi , intendendosi con tale sostantivo l'accezione più ampia possibile, coincidente con gli interessi degli individui e delle comunità di individui. L'interesse coincide con la soddisfazione di bisgoni. I bisogni soddisfano esigenze dell'uomo. Le esigenze sono di varia natura e di varia intensità, tanto che naturalmente si pongono secondo priorità. Vi sono le esigenze di sopravvivenza, coincidenti con la sfera minima vitale. E' notorio il fatto che una gran parte della popolazione, presente sul pianeta, non ha ciò che serve per il minimo vitale, per cui è sottoposta a soccombere per mancanza di cibo, malattie e altre forme di cedimento , anche spiriturale. Il resto della popolazione mondiale è indifferente sostanzialmente, si difende da invasioni e utilizza, da sempre, la manovalanza, che si trasferisce, per sopravvivere, da un luogo ad un altro. Altra esigenza : rendersi più competitivi e mantenere il potere già acquisito. E' un'esigenza, che attecchisce in una certa parte di individui e che contribuisce alla nascita di ceti sociali, storicamente potenti , socialmente ed economicamente. Si  formano i contesti chiusi rispetto all'estraneo, fatta salva una sua utilizzazione. La Chiesa stessa, che  per antonomasia è dedita alla conversione, nell'apparato sottostante prettamente politico, tende alla conservazione del potere acquisito, il che può anche essere giustificato, a condizione che sia finalizzato alla sopravvivenza del cristianesimo nel mondo. Non ad altro.

I contesti di illegalità

 

Quando coincidono con sfere terrritoriali ben determinate, possono insorgere, nei tempi antichi, come una sorta di risposta alle soggezioni di ogni tempo. Gli esclusi e i sopraffatti dai dominii di vario genere si ribellano, si compattano ed entrano nell'illegalità. Non si giustifica niente. Vanno comprese antiche ragioni di odio profondo , disseminate tra talune fette di popolazione, radicate sul territorio. L'origine rimane poi assorbita dai tempi moderni e dallo squallore di metodiche invalse per soddisfare appetiti bestiali.

Il segreto è "non entrare"

 

E' una via di salvezza. Non vi è niente che impone di entrare in aggregazioni, comunque avvilenti rispetto alla piena libertà di espressione dell'individuo e non espressione e garanzia di scelte individuali. E se qualcosa o qualcuno lo impone, basta allotanarsi e rifiutare. I vantaggi conseguiti si pagano a caro prezzo: la perdita della libertà. Si è condizionati, tanto più se la "congrega" (di questo si tratta, allorchè ricorrano tali presupposti)s'incentra su traffici illeciti. Il condizionamento non è mai escluso, anche in caso  di appartenenze, apparentemente non compromesse. Si fa più fatica in tutto, ma ne vale la pena. 

Il potere teme?

 

Si, qualunque forma di potere , che si poggi su basi non limpide , teme.

Sembra un paradosso, ma è così.

Si teme, soprattutto , la diffusione di un pensiero contrario.

Si teme l'uccellino colibrì, anche lui.

Apparentemente si scrollano le spalle... che vuoi che sia ...ma le preoccupazioni di fenomeni insorgenti non tardano a venire...

Il resto si affida alla storia, ogni volta, ieri, oggi e domani.

Le tracce di scheletri

 

A un livello concettuale e teorico, il timore non può che essere legato a tracce e a memorie soppresse, che possono riemergere.

E' una conclusione logica, che vale per quello che è.

Chi teme ha dei problemi...è inevitabile presupporlo e immaginarlo, il che ovviamente non conta, in mancanza di elementi più concreti. 

La giustizia terrena

 

E' soggetta ad errore, per una molteplicità di cause. L'errore è umano e si può prospettare e in qualche modo rimediare , sia pure in misura non soddisfacente. L'errore è di duplice forma : l''innocente che rimane impigliato nelle maglie della giustizia, il colpevole che ne esce esente. Queste le ipotesi che su un piano congetturale è possibile prospettare . Ogni vicenda va esaminata in via del tutto autonoma rispetto alle altre. Nonostante tutto, il germe della giustizia esiste e va rinsaldato. Come ? In primo luogo fra gli operatori della giustizia, rendendoli consapevoli della responsabilità morale che ricade sugli stessi, nessuno escluso. Di tutto rimane traccia, basta cercare.

La protesta

 

Non è mai fine a se stessa. Zittiamo, silenziamo..elargiamo una prebenda in termini di carriera o di altro vantaggio. Non esiste peggior cosa di una simile mentalità. Non ha nulla a che fare con la cultura del diritto. Non si comprende che non è il metro della convenienza individuale il parametro principale. Lo sarà per la generalità, non per taluni. Costoro agiscono, si attirano ire e ostilità, per una semplice ragione. L'affermazione di un contesto più giusto e più nobile. E' un pensiero che per la maggior parte degli umani è difficile prospettare. Anni luce, purtroppo, separano la mentalità corrente da scopi di giustizia, in ciascun settore, anche sociale e politico. Questo è...e va tenuto in considerazione, con sdegno e allo stesso tempo sopportazione.

Il riflesso positivo dell'ingiustizia

 

E' amarissimo, ma è così. Ogni vittima, in ciascun settore e, in via assoluta, in generale, serve agli altri. Il suo danno e il suo malessere, soprattutto spirituale e morale, non potrà mai essere ripagato appieno; anzi , lo sarà solo  in minima parte. La cicatrice rimane indelebile. Il suo caso sarà conosciuto e solleverà clamore nello specifico ambiente e nella società. Il clamore servirà a raddrizzare ciò che è storto e anche ciò che è profondamente sbagliato. Questo vale obiettivamente e nessuno può contrastare l'andamento naturale delle cose. La memoria serve  a questi fini.

La memoria e l'ingiustizia

 

Si parte dalla vittima. Si arriva ad enucleare l'ingiustizia e si scopre l'assuefazione ad una determinata situazione, lesiva degli interessi pubblici, di carattere generale. E' proprio vero . La giustizia è lenta, lentissima, ma prima o poi si afferma. Il vero emerge , lasciando dietro di sè sofferenze e patimenti. Rimane la memoria , come un indice puntato verso il futuro. Questi sono processi storici, da cui si comprende che la pratica del diritto, inteso in senso lato, non è mai assuefazione, conformismo, anzi...Per cogliere le situazioni storiche( sempre in movimento e in evoluzione continua, come, per l'appunto, la realtà) occorre opporsi a una pratica uniforme , priva di una vera ricerca del giusto. Ne conseguono altra "sofferenza", altro "squilibrio", sentimenti che tendono verso l'alto e che possono trovare riconoscimento solo a grande distanza di tempo.  

Le forme mutevoli dell'ingiustizia

Occorre scandagliare il panorama complessivo. L'ingiustizia non si limita ad un eventuale errore giurisdizionale. La stessa può assumere diverse forme e può annidarsi in interventi normativi che non tengano conto dei parametri generali, primo fra tutti il principio di parità di trattamento da applicarsi a situazioni similari, ovvero in interventi amministrativi, relativi all'apparato organizzativo e all'operato stesso della pubblica amministrazione, conseguente all'investimento di fondi pubblici. Il cittadino dev'essere consapevole e per acquisire consapevolezza dev'essere provvisto di una cultura minimale e deve informarsi costantemente. Solo così potrà fare scelte consapevoli ed esrcitare i propri diritti, cercando di carpire l'essenza delle carie proposte, al di sotto di un panorama confuso e basato su tecniche retoriche, meramente illusorie. 

La manifestazione del dolore

La manifestazione del dolore dev'essere sempre controllata. Lo sfogo a tutto campo può essere solo privato. Pubblicamente sarebbe deleterio per chi lo esprime e per gli altri. L'ingiustizia si combatte a viso aperto , con la propria identità , senza cercare capri espiatori apparenti . L'esposizione dei fatti nelle sedi competenti è essenziale. Pubblicamente occorre evitare manifestazioni di puro astio, riportando i fatti oggettivamente e sollecitando in modo generico e neutrale l'intervento delle autorità . Occorre mettersi al riparo da ogni forma di illecito , anche solo comunicativo. La caparbietà di chi ha davvero ragione alla lunga vince. Tutto il resto è vano. 

La soggezione al potere istituzionale

E' bene che ci sia . E' intuitivo. Mai indebolire il potere istituzionale, mediante una lotta anche occulta e mediante il discredito gratuito. Correggere e sottoporre a critica deve valere come rafforzamento dello Stato, quale massima manifestazione della sovranità della collettività intera.

L'orgoglio del "diverso"

 

Le reazioni, nei vari settori, nessuno escluso, di segno negativo, sono  significative .

Potere ambientale e soggezione costituiscono l'antitesi di una libera circolazione di idee e denotano, di per se soli, una certa forma diffusa di illegalità.

La legalità non dà mai origine a dominii di alcun genere.

Nella legalità vi è la parità tra  gli individui , non esiste timore alcuno e non esistono soggezioni.

Il potere occulto ( in tutti i sensi ) si rivela.

Chi è isolato sia ben contento di esserlo, voglia bene ugualmente , tolleri e abbia una grande compassione dei suoi simili.

Comunichi e diffonda pensieri buoni  .

Il Decoro del potere

Il decoro è un concetto importante. I più lo legano ad una forma insulsa e priva di significato . Questa è una componente importante, ma non è la sola . Il decoro proviene dall'interiorità e deve congiungersi ad una profonda onestà intellettuale . Altrimenti saremo di fronte ad una parvenza, di cui si serve il potere, nella peggiore delle sue accezioni, con il tempo smascherata dall'intelligenza umana.

 I Luoghi in cui è esercitato il potere e il decoro 

Il decoro sostanziale entra a far parte della connotazione del potere. Molto semplicemente : il potere esericitato legalmente è una componente essenziale della società ; i cittadini usufruiscono dei suoi servizi e liberamente e con fiducia si rivolgono alle istituzioni che rappresentano il polo di raccolta dei servizi .

Il potere, esercitato nelle stanze di compensazione, è indecoroso ed equivale ad un cumulo di interessi senza anima , tendenzialmente dominante.

L'empatico avverte subito le tensioni esistenti nel singolo luogo. Possono essere un miscuglio di positivo e negativo. Occorrono fermezza e resistenza.    

 

 I luoghi in cui è esercitata la giustizia

Sono aperti alla generalità dei cittadini. Gli operatori del diritto devono sovrintendere e dinfendere l'istituzione da qualsivolgia tentativo di infiltrazione. Si crea così la fiducia che a sua volta contribuisce allo sviluppo della cultura del diritto.

 La tutela della diversità 

E' l'essenza dello strumento processuale , costituito dall'impugnazione e dall'opposizione al provvedimento del giudice. E' una forma massima di democrazia e di aspirazione all'uguaglianza degli utenti. Lo è altrettanto l'istituto , messo a disposizione dello Stato , per un patrocinio gratuito, a difesa di chi non ha i mezzi econmici. Non vi è dubbio che la realtà sia condizionata dai mezzi economici sottostanti, ma ogni volta che, attraverso il sistema processuale, si raggiunge un risultato conforme a giustizia, dapprima non riconosciuto, è una conquista per tutti . Segna la strada per un'evoluzione continua e positiva.

 Svolte totalitarie

Vi sono attacchi silenziosi alle istituzioni. La difesa e la loro tutela è essenziale. L'indipendenza della magistratura costituisce uno dei fondamenti . I cittadini devono tutelarla come un bene prezioso e non prestarsi a critiche generalizzate e distruttive.

 Ottusità e Irrigidimento

Purtroppo sono le carattristiche tipiche di coloro che, raggiunta una determinata posizione, temono di perdere il potere acquisito, a livello individuale e di gruppo.

La libertà di pensiero non si accompagna alla viltà, tipica della soggezione, di norma congiunta ad astio e rancore. 

Caratteristiche psicologiche

 Le carattersitice di siffatte aggregazioni sono riconducibili, innanzitutto, ad un vincolo assoluto reciproco, legato al ricatto reciproco. Sono connotazioni ravvisabili, presumo, in coalizioni personali e aggregative di carattere illecito. Da ciò dipende  un rafforzamento psicologico, tra i componenti, di un certo rilievo. E' il caso di dirlo: forte con il gruppo e vile singolarmente. Necessitano lungimiranza e un sufficiente distacco, tale da far emergere una personalità individuale. Questa è la  via di salvezza in ogni occasione. 

 Potere Bifronte 

Il potere è senza faccia, come un giano bifronte. Cambia direzione. Si adegua alla corrente del momento ma in fondo ha sempre la stessa essenza. Un'essenza senza ideali, guidata dalla convenienza e dalla totale soggezione dei singoli, congiunta ad un esercizio formale, non autentico, dei compiti istituzionali. Questa è la direzione cui occorre contrapporre la coscienza pubblica.

Il Potere e l'illecito

E' una compenetrazione necessaria? ritengo di si, quanto meno , a livello di illeciti deontologici, se non di natura più grave. Il potere è privo di connotazioni morali, salvo il riferimento al potere istituzionale, legittimamente esercitato da coloro che ne sono investiti. Con ciò si vuole fare riferimento al potere socio - economico, di norma sottostante all'affermazione delle forze politiche.