Fare Cultura del Diritto

Fare cultura è essenziale. Il diritto altro non è che la regolamentazione della convivenza civile. E', come tale, uno dei cardini dell'esistenza stessa della comunità sociale . Come si crea la cultura giuridica ? certamente con gli studi e le elaborazioni dottrinarie e giurisprudenziali. Non solo. Un fenomeno culturale è qualcosa di più, implica diffusione tra la generalità delle persone. In tale ottica si può affermare che la diffusione della conoscenza del diritto e, ancor più, la diffusione di una consapevolezza della necessità del diritto , quale esigenza imprescindibile del vivere sociale, inducono ad un'osservanza spontanea delle regole del diritto e costituiscono un indice di civiltà, maggiore o minore, a seconda dei casi.

La cultura si ottiene con l'affidamento

La cultura del diritto, intesa come fenomeno diffuso, si autoalimenta con l'affidamento. Perché sorga l'osservanza spontanea delle regole del diritto è necessario che generalmente tali regole siano osservate, costituendo le deviazioni degli eventi eccezionali. Solo la regolarità della vita sociale crea affidamento e apprezzamento per il diritto, così come applicato dagli organi preposti. Al contrario un disordine generalizzato e la mancanza di interventi dello Stato creano sfiducia e inducono all'illecito.

La responsabilità degli operatori del diritto

In tale ottica , sussiste certamente una doppia responsabilità.  Esercitare una professione giuridica, tradendo i suoi valori e le direttive essenziali, ha uno strascico, negativo, quale indice e allo stesso tempo fattore produttivo di inciviltà.  Il ripristino di una situazione antigiuridica, tramite la collaborazione dell'autorità giudiziaria e degli altri operatori, crea affidamento , equivalente ad un sentore diffuso della giustizia umana, sia pure con i suoi limiti.

Sconfinamenti istituzionali

Se ci sono zone grigie,  occorre porvi rimedio. Non vi è nulla di più insidioso di ciò che assurge all'esterno come baluardo della legalità,  ma tale non è.  La stessa regola vale per ogni settore dello Stato. Ogni singolo soggetto deve operare  unicamente per il raggiungimento  delle finalità connaturate all'ente pubblico che rappresenta. Le deviazioni  sono dannosissime. Si tratta di conclusioni evidenti, da tutti conosciute e assimilate. Occorre pretendere fedeltà a tali valori e pronti interventi ripristinatori di eventuali anomalie.

Evitare invasioni

Il crimine organizzato ha diverse facce . È una nozione comune. L'alto livello di organizzazione prevede inserimenti in ogni settore e forze di ogni tipo, dalla manovalanza ai colletti bianchi. Anche questa è una nozione comune. Le eventuali infiltrazioni devono essere prevenute con una vigilanza continua in ogni settore, compresa la sfera istituzionale. Gli organi preposti devono essere coadiuvati con coraggio da ciascun cittadino, tanto più se operatore giuridico. 

Dovere di lealtà istituzionale

È un profilo connaturato alla funzione che si esercita. A prescindere dalla prospettazione di un obbligo giuridico, sussiste un dovere morale di denuncia e di segnalazione. 

Il principio di legalità

È un principio che si apprende nella famiglia e nei luoghi formativi sin dall'infanzia. Va di pari passo con l'assorbimento dell'esigenza di onestà.  Va favorito l'insegnamento e soprattutto lo Stato dovrebbe intervenire negli ambienti maggiormente a rischio. 

Ambienti criminogeni

Siamo fuori dallo Stato. In questi ambienti la malavita organizzata supplisce alle esigenze di sopravvivenza. Vi è bisogno di provvedere ai fabbisogni essenziali, compresa la scuola , che manca , nella sua vera portata, nelle fasce medio basse.

Nozioni comuni

Sono concetti scontati,  quasi elementari. Occorre parlarne e trasmettere a tutti queste nozioni in modo che diventino parte integrante del bagaglio culturale di ciascuno. Dev'essere chiaro che l'inadempienza del singolo, nella giustizia, nella scuola e in ogni altro settore, fa la differenza, come elemento disgregante. 

La funzione educativa religiosa

Anche questa non deve mancare  . Vi è bisogno di un clero diverso, consapevole  del proprio ruolo , indirizzato alla conversione e all'educazione. Un clero intimidito, riflesso sulle proprie esigenze e non compartecipe, manca ai propri doveri.

Come evitare fenomeni di corruzione

È difficile rispondere. I rimedi sono plurimi, non solo etici. Mi viene in mente che una funzione pubblica dev'essere esercitata con soddisfazione economica e professionale e serenità. Forse cosi si limiterebbe il fenomeno ai soli casi di personalità deviata. Non è una risposta, ma solo uno spunto.

La cultura popolare

Il diritto non avrebbe valore se non fosse destinato ad una generalità di individui e alle relazioni tra loro. Questo fa si che il diritto non possa essere un patrimionio esclusivo di individui o di una classe sociale. Il diritto è necessariamente un patrimonio di tutti. Come tale va interpretato e accresciuto , secondo l'evoluzione popolare, senza dare preferenza a interessi particolari. In tale contesto il lavoro dell'operatore del diritto è esclusivamente un servizio e non una ragione di innalzamento in scalate sociale. Il diritto non va dispensato da pochi; nasce nella realtà di tutti i giorni ; va solo tratto dalla vita e trasformato in regola e in pratica giudiziaria. Di questo si tratta molto semplicemente.

L'ignoranza e le credenze

 Dalla vita quotidiana si ricavano nuovi schemi di rapporti negoziali o evoluzioni delle relazioni già esistenti ;  dalla stessa fonte si traggono elementi, di valenza negativa, da reprimere con disposizioni di varia natura, penale e amministrativa. In questo caso il diritto ha una funzione educativa , di regolamentazione e nello stesso tempo di propulsione verso orizzonti positivi. Il diritto diventa a sua volta fautore di civiltà.  In quest' ottica si congiunge  con un insegnamento più profondo, in vista del raggiungimento di finalità culturali. Tali finalità impongono anche  di avere riguardo alle credenze popolari. Molto diffuse sono quelle relative alla magia nera. Trafficare con poteri insoliti, riconducibili a facoltà umane, é possibile. Lo scetticismo totale è  improduttivo e fallace. La soggezione e il timore lo sono altrettanto. Si tratta di superstizione , che va combattuta progressivamente. Come ? Rifiutandosi di soggiacere a paure irrazionali che serpeggiano tra la popolazione. La sfera giuridica , individuati i fenomeni trasgressivi, che scadono nell'illecito, deve provvedere a sanzionare e prevenire indebite estensioni e aggregazioni, per se solo dannose. Anche questi fenomeni devono essere oggetto di intervento,  a livello giuridico, normativo e giudiziario. Ecco la dimostrazione della stretta connessione tra diritto e cultura generale, estesa alla mentalità popolare e al progresso.

Il diritto : una via di emancipazione

Vi è più bisogno che mai. L'unione di culture diverse non tocca le fondamenta del diritto. Si aggiungono settori specifici , quale quello relativo alle migrazioni. La civiltà latina, di cui siamo portatori, rimane all'apice, nella sua essenza.  Una parte di influenza esterna la si può ravvisare nella forza del precedente, che, peraltro, non dev'essere vincolante, pena l'immobilismo stesso della giurisprudenza.  In quest' ottica il diritto assume efficacia di emancipazione. Diventa una via per l'affermazione dei diritti e delle loro tutele. 

L'affermazione di regimi autoritari piega il diritto

Esigenze di ordine pubblico e di tutela delle prerogative nazionali rischiano di umiliare i principi giuridici massimi e di portare indietro la storia stessa, a fronte di inevitabili integrazioni fra culture diverse.

Il ricordo di Peppino Impastato

Peppino Impastato va ricordato anche nello studio del diritto. Peppino è portatore di verità e come tale "costruisce" la convivenza civile, si adopera per una società migliore e ordinata dalle regole del diritto. E' un portatore di giustizia. Non si può tralasciare questa figura anche in questa sede. Il suo valore va oltre i confini del giornalismo e della realtà specifica del contesto mafioso . Peppino insegna un modo di essere , che vale per qualunque individuo e, quindi, anche per gli operatori del diritto, a qualunque categoria essi appartengano. La nobiltà dell'essere non distingue . Peppino insegna ad essere e, quindi, ad affrontare anche la propria professione, di petto, in modo puro e senza deviazioni, con piena e assoluta onestà intellettuale. Il carattere del singolo è "superficie": chi è più sanguigno e chi meno. Non rileva. Rileva la fermezza e la risoluzione nell'approccio alla professione, in difesa dei valori e degli ideali della stessa. Guai ad ammiccarre, a piegarsi a connivenze, rispetto al più potente del momento. Guai a girare il viso dall'altra parte.  Peppino ci insegna l'approccio al diritto , che deve perseguire la verità, sia pure su un piano processuale, e non ridursi a mere apparenze e a eleganti esercitazioni scolastiche. Traccia una linea di confine insuperabile, che va rispettata ad ogni costo.

L'interiorita' di Peppino

Uno 'scandalo' enorme, smisurato e infinito. Dev'essere così.  Abbiamo bisogno di questo modo di sentire. L'indifferenza e la freddezza, entrambe amorali, uccidono l'uomo e la società.  Sono individui persi definitivamente o si possono recuperare ?

La corruzione 'obbligata'

É una metafora. Ognuno è responsabile delle proprie azioni. Può capitare di essere inseriti in un ingranaggio che obbliga a fare ciò che non si vorrebbe mai fare. Il timore delle conseguenze negative, in caso di rifiuto, diventa determinante. Sono le conseguenze del favoritismo.

Soldati silenziosi

L'inserimento in un sottobosco può portare soggezioni e obbedienze cieche. Rimane un piccolo spazio di libertà,  sovente vissuto male, con inevitabili sensi di colpa enormi. L'animo è lacerato , ma la persona resiste, in mezzo ai suoi simili, coprendosi con una maschera. Quando cala il sipario si legge uno smarrimento immenso, che richiama spiriti di salvezza. Si tratta di fenomeni , oggetto di introspezione psicologica , che la sfera del diritto deve poter individuare, per assicurare le garanzie di tutela dei diritti.

Similarità delle mafie e delle organizzazioni non palesi

Si tratta dell'humus appena descritto. È un collante comune, più o meno accentuato e radicato nel contesto sociale.

La similitudine dei poli opposti

Sembra un'affermazione illogica. Non è cosi. Ogni ambiente , caratterizzato da una fronte impronta, racchiude in sé tensioni opposte. Nei monasteri queste tensioni possono essere elevate. Accanto il bianco  esiste il grigio. Così avviene negli ambienti degli operatori del diritto. Occorre raffinarsi , individuare i rischi e agire secondo propri criteri,  non abbandonando mai la strada dritta. Si può e  si deve. Nessun timore, derivante da alleanze, deve attecchire. La presupponenza non equivale ad onnipotenza. E se operasse qualche ferita, la paura l'aggraverebbe. La fiducia  fa scomparire ogni ansia e prevale sempre. Gli attacchi e le persecuzioni svelano gli autori che non sono intoccabili. 

La legge è uguale per tutti

É una meta da conquistare ogni giorno.

Il fenomeno correntizio, interno alla magistratura, e le vicinanze politiche

Le correnti, interne alla magistratura, rappresentano ormai una patologia conclamata. Questi gruppi, dapprima sorti come movimenti di opinione , si sono trasformati in organizzazioni, similari a quelle partitiche, e sono caratterizzate da vicinanze a queste ultime organizzazioni. Questo fenomeno non può non influire negativamente sull'esercizio della giurisdizione, tramite, per l'appunto, il meccanismo tacito dell'avanzamento in carriera, con l'inserimento al loro interno e l'appoggio riservato , nelle scelte organizzative, ai magistrati iscritti a detti gruppi. Si tratta di un pericolo concreto, che non va ovviamente generalizzato, con un'indebita estensione a tutti i gruppi e a tutte le ipotesi oggetto di esercizio della giurisdizione. Ciò  costituerebbe una visione sfalsata della realtà. Si deve , per l'appunto, trattare della problematica , su un piano astratto, al fine di evitare , nella realtà,  deviazioni connesse a questa fenomenologia.

Il potere giurisdizionale praticato come finalizzato a se stesso

Questo va evitato. L'organizzazione descritta, basata su aggregazioni interne e vicinanze esterne, porta a questa conseguenza estrema. In un sistema , con queste impronte, non si coglie più in termini adeguati la realtà, sottoposta a giudizio,  e il senso di ingiustizia e di diseguaglianza dei cittadini di fronte alla legge inevitabilmente si accresce e si diffonde.

La mentalità del potere

Il potere mette al bando ogni ideale. Il potere, esercitato fine a se stesso, é ignobile. Accetta qualunque compromesso e utilizza qualunque strumento, pur di ottenere il mantenimento ,in capo agli stessi soggetti , attualmente detentori dello stesso. Per questa ragione è inaccettabile che prenda piede una mentalità siffatta nell'ambito dell'organizzazione del servizio,  relativo alla giustizia.

Il Potere e l'Ignoranza

Vi è uno stretto connubio . Mal si concilia una cultura superficiale, fatta di tecnicismi e di tradimenti profondi dei veri valori culturali, coltivati e tramandati dalla tradizione. L'ignoranza si esprime negli atti , manifesti o ben celati, degli esecutori, per lo più rotelle di un ingranaggio più complesso, inconsapevoli della portata dei loro gesti e destinati a perire essi stessi nella ignominia più totale. Questa sporcizia non deve neppure lambire la sfera delle relazioni legate alla giustizia. Va evitato nel modo più assoluto tramite tempestive segnalazioni nelle sedi competenti.

Il rinnovamento delle correnti

Si impone un rinnovamento reale e un ritorno al passato con un tono generale più basso. Una visione unitaria della magistratura, fondata sui singoli magistrati, va seguita e coltivata. Le nuove generazioni di magistrati attueranno , con un distacco , già progressivamente in atto, la nuova Magistratura. Accanto ad essa si auspica un'Avvocatura,  libera, anch'essa, da legami politici e di consorteria. È l'unica condizione per consentire nel paese una tutela effettiva dei diritti dei cittadini. 

Il Rinnovo degli Organi Direttivi

E' allo studio un nuova regolamentazione dell'elezione della componente togata del C.S.M., in modo che la stessa sia meno influnezata dalle scelte correntizie. Sono state altresì formulate proposte, da una parte della magistratura, incentrate sul sistema del "sorteggio". Su questo si discute molto.

E' recente anche la regolamentazione delle elezioni forensi . I consigli forensi devono costituire presidio per la tutela dei valori legati alla professione , nell'interesse degli iscritti e dell'utenza. Ordini, "perenni"  nel tempo, nella loro composizione, sono contrari a tali finalità , in considerazione di rischi evidenti di un'immedesimaizone strutturale nel tessuto cittadino e di una perdita delle esigenze derivanti dalle realtà emergenti.