ALBERO DEI VALORI ( tratto dal libro omonimo )

La Famiglia

Parlare dell'uomo porta a trattare della famiglia, nucleo basilare in cui trascorriamo la nostra vita. Sono maggiormente lette le pagine in cui le persone trovano degli spunti rispetto alla propria esperienza. Per questa ragione mi sono decisa a trattare questi temi. Non sono esperta; nel mio percorso professionale ho trattato profili penalistici collaterali alla famiglia. Il mio è essenzialmente un contributo personale. Nulla di più. Tanto più la sezione sarà ricca di contenuti , quanto più saranno coinvolti i lettori possibili ed eventuali.

 

Da dove cominciare ?

Nelle relazioni familiari l'affettività non manca mai, anche nelle situazioni più esasperate e maggiormente caratterizzate da contrasti. I componenti di uno stesso nucleo familiare sono legati in modo forte, come in un oceano sommerso , costituito dalle esperienze vissute. Questi legami lasciano tracce indelebili, che sovente si tramandano di generazione in generazione.

L'affettivita' aperta

Non voglio essere fraintesa. Certamente non intendo proporre un modello diverso da quello tradizionale ,incentrato su due persone legate affettivamente  fra loro. La mia naturale propensione all'evidenza s'incentra sulla coppia e sulla prole. Attualmente il nostro ordinamento riconosce unioni fra persone dello stesso sesso. Occorre considerare anche queste realtà familiari. Con il termine affettività aperta intendo sottolineare che la famiglia è pregiudicata da gelosie insane . Il timore di non reggere confronti esterni è segno di debolezza ; il divieto di altre frequentazioni, espresso o implicito, costituisce mancanza di rispetto verso il compagno o la compagna. Si può e si deve 'voler bene' , in modo diverso e con un senso estremo dei doveri familiari, a tutti coloro che appartengono alla nostra cerchia. In quest' ottica si può parlare di famiglia aperta. Il singolo individuo si realizza pienamente e progressivamente apprende o meglio vive le distinzioni affettive . 

Il modello matriarcale

Rammenta la grande famiglia meridionale del passato. La figura maschile severa del padre padrone non faceva venir meno la reale sostanza del gruppo. La figura della donna ,capostipite, rimaneva centrale, sia pure soggetta al volere dei maschi di casa. Il gruppo era aperto alla frequentazione estranea, ma all'interno i ruoli erano ben delineati e le fila erano serrate. La grande casa, con il portone e le porte aperte ai piani, rappresentava fisicamente l'accoglienza del gruppo verso tutti gli altri. Si creavano così dei veri e propri centri di riferimento sociale nei vari territori. Il loro valore consisteva nel saper accettare l'ingresso di altri soggeti, inseriti via via nella famiglia quali componenti di diritto , e il distacco della prole. 

La distinzione dei ruoli come base di riferimento

I ruoli familiari devono essere demarcati e precisi. Il singolo ruolo deve conglobare diritti e doveri, in senso morale e giuridico. Confusioni sono oltremodo deleterie. Il mantenimento del proprio ruolo nel gruppo d' origine predispone e forma in vista dell'assunzione di ruoli all'interno della comunità sociale. Lo Stato deve difendere la famiglia e, sul piano dell' organizzazione della Giustizia, predisporre personale e mezzi adeguati. L'inottemperanza a queste esigenze é frutto di miopia e di mancanza di lungimiranza.

Apertura contrapposta a Chiusura e Razzismo

Il razzismo ha origine lontane, nella famiglia. Nord contro Sud e Sud contro Nord. Conosce bene questi fenomeni colui, che fa parte nello stesso tempo di mondi diversi, per origini e provenienza e per 'dislocazione' anche affettiva, tanto che alla fine si sente distaccato , in modo sano, da ciascuna sfera. Si pensi a coloro che sono frutto dell'unione di soggetti appartenenti a civiltà diverse. Da un lato assommano in se' ricchezze culturali e dall'altro costituiscono un polo di tensioni spirituali. Non sono mai integralmente accettati né da una sfera né dall'altra. Questa situazione rappresenta il loro punto di forza e allo stesso tempo dà origine alla loro solitudine.

Le deviazioni del concetto di famiglia

La chiusura del gruppo apparentemente coincide con un legame forte tra i componenti. In realtà si tratta di  un vincolo insano, non di un legame , accettato consapevolmente da ciascun individuo, progressivamente accresciuto dal rapporto  con gli altri. Questo è l'humus per la creazione di centri di riferimento criminogeni o comunque pregiudizievoli e inquinanti, rispetto ad un progresso effettivo della società odierna. Questi contesti sono oltremodo 'vecchi', incentrati sul potere acquisito, e, come tali , estremamente dannosi, se infiltrati nei vari settori. Il progresso si ferma e la società, nelle sue varie aggregazioni parziali,  regredisce. Sono fenomeni molto ben visibili nel Mezzogiorno d'Italia e a breve su altra parte del territorio nazionale. La legalità si affievolisce inevitabilmente e degrada in valore formale.

L'uccellino in gabbia

L'uccellino deve volare . Altrimenti il nido diventa un nido di chiodi per chi vive dentro e per chi ha contatto al'esterno.  Sono realtà "visibili" che danno una vera angoscia. Con sincerità . Caterina

La consapevolezza dei limiti

È una consapevolezza che deve riguardare l'intero nucleo familiare e i singoli componenti. Dev'essere congiunta alla consapevolezza delle ricchezze, spirituali e materiali, di nostra pertinenza, valori,questi, che devono essere protetti con vigore e costanza. I giovani , da poco uniti in  un nucleo familiare a se stante, seguono i modelli rucevuti nelle famiglie d'origine. Progressivamente nel tempo si acquista maggiore consapevolezza circa l'impegno di salvaguardare la famiglia. Si deve sapere che un coniuge impegnato non può dare la stessa attenzione, come altri, con minori impegni. Si deve prendere consapevolezza dei difetti e delle carenze , proprie ed altrui. Decidere di tenere il nucleo ,così composto, é il passo contestuale o successivo. Si potrà arricchire, anche con altri, la nostra esperienza di vita, ma quel punto fermo non muta. Non ci devono essere nostalgie né  il senso della rinuncia. Nessuno di noi è un super eroe e ne siamo consapevoli. Ciascuno si tenga i propri affetti e non li disperda stupidamente, ma li arricchisca con altri affetti amicali collaterali.

Le sofferenze sentimentali

Sono un agomento serissimo, che non viene abbastanza considerato , salvo poi prenderlo in esame , in presenza di conseguenze estreme. Ogni cessazione di un rapporto di vita provoca la sofferenza del distacco. Qualcosa muore : la traccia rimane in ciascuno , ma non si alimenta e non si rigenera. Evitare il distacco e trasformare il rapporto fra due persone costituirebbe una buona soluzione. Uno dei poli, di norma il più debole, ne patisce a dismisura o può affrontare sofferenze di questo tipo. Il patimento è congiunto ad un cambiamento di vita. La psicoanalisi certamente aiuta . Si tratta di una scienza che induce ad avere le proprie radici individuali, in ogni occasione e in ogni momento della vita. Io sono io ; tu sei tu. Questa diversità va coltivata ed amata durante il rapporto . Si tratta di una ricchezza spirituale incommensurabile, che attribuisce dignità e forza al singolo individuo, anche in presenza di un sommovimento generale e di un cambiamento di vita, determinato dalla rottura del rapporto stesso.

La sopravvalutazione dell'altro

Ritengo che sia un effetto dovuto al rifiuto dell'altra persona. Il desiderio psichico di ciò, che si sente importante per noi stessi, determina, quasi sempre, un attaccamento ulteriore, di norma non giustificato. Occorre razionalizzare tali passaggi, che possono lenire la sofferenza e dare nuovamente l'equilibrio , che transitoriamente si è perso. Altre persone devono aiutare l'individuo sofferente in questo percorso, onde evitare, in soggetti particolarmente fragili,  l'insorgenza di vere e proprie"rotture" psicologiche, ricadenti sulla personalità e sull'idea che ciascuno ha di se stesso,  e, quindi,  possibili  comportamenti devianti , di natura lesionistica.

L'uomo e le sue tendenze naturali

L'uomo vive nella famiglia. È inevitabile che lo stesso, in tale contesto, sfoghi i propri problemi della vita professionale o derivanti  comunque da situazioni esterne. Le qualità dell'albero dei valori possono trovare proprio in questa particolarità le difficoltà massime di estrinsecazione. Non importa. Le qualità e i buoni intenti devono costituire un sottofondo. Proprio con l'amico o con la persona più vicina sfoghiamo i nostri malumori. E' quasi sacrosanto...se non si supera determinati livelli. Tra le mura di casa è un bene sfogare le nostre arrabbiature e manifestare momenti di massima gioia di vita. Ognuno di noi dev'essere se stesso. Ovviamente stiamo parlando di situazioni normali , buone , evitando, per il momento, i riferimenti a situazioni patologiche.

Grandi Eventi

Ricorrono grandi situazioni di sofferenza, per lo più riconducibili a lutti familiari e a patologie. La famiglia é messa alla prova fortemente. Talvolta, la crisi arriva proprio dopo il superamento di una malattia. Occorre 'stringersi': fuori dal contesto familiare si trovano solo ceneri e illusioni. Soccorrono il senso del dovere e la consapevolezza che occorre dialogare, confidare e cercare aiuto, anche esterno. Evitare situazioni di coabitazione, pura e semplice,  è doveroso, anche solo per correttezza e livello di civiltà nei rapporti interpersonali.

Persone Care

I componenti della famiglia, anche formalmente cessata, sono tali sempre. Ne dobbiamo avere cura,  materiale e psichica, anche se abbiamo intrecciato altri rapporti con terzi soggetti. Lo impone la dignità di ciascuna persona, responsabile ,  per sé e gli altri, delle proprie azioni e dei loro effetti . Guai ad avere rimorsi e a porre in essere abbandoni lungo il percorso della vita.

Anomalie: la prevaricazione del più forte

È sempre esistita, esattamente come nel mondo animale. Ho preso cognizione del fenomeno al mio ingresso nella professione. La scaletta degli esseri viventi più deboli é la solita: uomo, donna, anziano, bambino, animale, all'ultimo posto. Sono fatte salve eccezioni. La violenza si esprime in vari illeciti, molte volte all'interno della famiglia, connotata da dipendenze naturali e significative, più accentuate rispetto a personalità forti e deviate. L'aumento degli illeciti va posto in correlazione con la crisi della famiglia e del contesto esterno.

La crisi della famiglia

Non sono in grado di individuare le cause. Certamente sono molteplici. Forse la principale  è  costituita dalla mancanza di riferimenti, un tempo incentrati nella famiglia , in senso ampio, composta da ascendenti e discendenti. Ci dobbiamo sforzare di far sentire alla prole l'efficacia del modello di vita e l'esistenza di un 'muro' solido cui appoggiarsi nel corso dell'esistenza. E' necessario cogliere il positivo delle tradizioni,  senza soffocare l'autonomia individuale.

Il buco nero della disperazione

La disperazione invade l'individuo, per eventi contingenti, scatenando una depressione latente, a volte genetica. La famiglia rimane sola nell'affrontare questa situazione. L'individuo, ormai invaso dalla patologia, sopprime se stesso e le persone più care, per evitare sofferenze morali,  che avverte come insopportabili.  Questa in breve la descrizione del fenomeno. Le cause ? Vanno ricercate nell'indifferenza alla persona, tipica della nostra epoca.

La grettezza degli ambienti lavorativi , la mancanza di solidarietà e la povertà materiale e spirituale

La società s'interroga sugli eventi, di gravità inaudita,  che colpiscono la famiglia e che provocano vere e proprie scie di dolore elevatissimo. Non si provvede sulle cause. Mancano sostegni di natura materiale,  ma, soprattutto, di natura sipirituale. Il calore umano, totalmente assente negli ambienti di potere, afflitti da invitabili negatività,  é presente nelle situazioni più estreme. Da questo riscontro si dovrebbero ricavare degli imsegnamenti.

Manca lo Stato sociale

I crimini , che si verificano nelle famiglie, in parte potrebbero essere evitati. Particolare cura e assicurazione di un benessere minimale  costituiscono alcune condizioni essenziali. La messa in campo di personale e mezzi richiede l'assunzione di nuove iniziative statali, in controcorrente rispetto alle direttive ordinarie della classe dirigente.

L'abbandono delle classi abbienti

Il potere politico e il potere finanziario, concentrati in mano di pochi, trovano l'imprevisto e l'imprevedibile. Occorre investire in scuola e in educazione. Occorre risolvere problematiche di lavoro , coadiuvando le singole famiglie. Occorre investire nel sociale. Potenziare ed espandere la scuola : una scuola di insegnanti stabili, non precari a vita. La scuola è l'ambiente primario ,in cui si avvertono sintomi di cambiamento nel singolo nucleo familiare e di pericolo. Necessitano ambulatori di quartiere , sia familiari sia psichiatrici, per la cura di sidromi nevrotiche e depressive. La psicoterapia rappresenta  un percorso lungo . Quasi tutti lasciano dopo qualche seduta anche per i costi. Interventi  di psicoterapia familiare richiedono  volontà di tutti i componenti , che non sempre c'è.  Cionondimeno, anche in questi casi, occorre attenzione ai giovani e al loro vissuto. Occorre in sostanza non lasciare sole le persone e le famiglie. Non avviene se non in misura parzialissima.

Come fare ?

Forse il punto di partenza è l'amore, la compassione e far sentire ad altri la propria vicinanza. Chi lo deve fare ?  Le istituzioni , con i loro mezzi amministrativi, di natura scolastica, medica e sociale, non ce la fanno. Molto possono le istituzioni religiose . La figura della suora e del sacerdote, in mezzo ai ragazzi, risalta e propone esempio per le famiglie. Papa Francesco apre le porte ai poveri. Dà esempio e allo stesso tempo dà vita alla chiesa, intesa come clero e organizzazione. I laici possono fare molto; ognuno nel proprio campo. Non è sbagliata l'affermazione di Francesco circa una doverosa aspirazione spirituale. L'attenzione massima sui minori dev'essere scontata. Chiedo scusa per l'inadeguatezza delle mie semplici affermazioni. Una cosa é certa : nella solidarietà,  anche occasionale, secondo gli incontri della vita, troviamo consolazione.

Mantenere viva la tradizione familiare

È  essenziale. Ciascuno di noi porta dentro il DNA degli avi. Conoscere il passato familiare aiuta nel conoscere se stessi . La nostra personalità è permeata profondamente dalle caratteristiche familiari. Fierezza, senso di giustizia e libertà nascono dalle  radici; anche le caratterialita' superficiali hanno la stessa derivazione. Le inclinazioni naturali individuali completano il quadro della persona. Se le origini sono sconosciute, si debbono approfondire, tramite la conoscenza di noi stessi. In questo caso è assolutamente necessario un approfondimento, per evitare uno smarrimento pregiudizievole della persona, considerata nella sua unitarietà . Sdradicare il bambino dal contesto familiare è sbagliato, salvo che sia necessario un percorso di recupero, per il riscontro di realtà fortemente lesive e negative. Questi sono casi dolorosissimi, in cui la famiglia lascia un'impronta di disperazione,  accresciuta da morti violente. Tutto trae origine in questo contesto e tutto prosegue, con scossoni  emozionali, da questo centro , costituente il fulcro degli interessi dell'individuo. Quando si smarrisce la strada e si è invasi da un segreto senso di disperazione , occorre fare un percorso indietro, tornare al punto di partenza e rivolgersi a chi, autenticamente legato a noi, aspetta con pazienza il nostro 'ritorno' o il nostro 'arrivo', materiale e, soprattutto, spirituale.

Traumi infantili

Sono devastanti, anche se involontari e provocati da ignoranza. Segnano la vita. Non si sanano. Si convive con le cicatrici , lasciate dal tempo. La consapevolezza serve a lenire gli effetti, in modo autonomo e individuale. Soccorre la psicoterapia. Per creare generazioni future sane e capaci, occorre accompagnare il percorso dei giovani genitori. È necessario che lo stato provveda ad elidere le proprie  carenze in questo settore. Ogni carenza equivale a un corrispettivo, pagato dalla cittadinanza, in relazione alla funzione suppletiva che via  via  assumono, nel soccorso alle famiglie, nei momenti più difficili, le organizzazioni illecite, al fine di espandere la loro influenza sul territorio.

Tornare a casa

Ha un valenza, oltre che materiale, metaforica e spirituale. Indica il rifugio naturale di ciascun individuo. Gli affetti familiari sono un bozzolo nel quale trovare riparo. Occorre non solo trarre linfa e serenità dal circuito familiare ; occorre essere presenti, per quanto possibile. I nostri sforzi all'esterno si riflettono comunque sulla famiglia.  Non vi è nessuno in grado di comprenderci a fondo come i figli.  Sono parti di noi stessi. Tornare a casa indica anche l'interiore di ciascuno. Ogni disagio si lega all'assunzione di ruoli contrastanti con la nostra matrice e con l'IO profondo. Conoscere noi stessi e realizzare le nostre vere inclinazioni sana le storture nostre e quelle familiari che derivano  da noi. 

I Valori rappresentati dall'immagine del libro 'L'albero dei valori '

È un'immagine significativa. L'albero rappresenta la vita , con le sue radici e le sue ramificazioni. I valori sono la base. Non sono attuati, se non in parte , nell'ambito della cerchia stretta dei singoli individui. L'uomo non ne capisce l'importanza. I beni materiali e la sfera egoistica delle singole persone prevalgono nettamente. Il consumismo completa il quadro e alimenta queste tendenze naturali. I rappresentanti della collettività creano simboli formali, senza strascichi e seguiti. Ciascuno cerca il proprio ristretto ambito di tranquillità apparente . Non esiste generosità e dedizione verso gli altri e verso il servizio che si presta. Questa è una visione umana corrente , estremamente povera. Lo squallore che ne deriva, anche per la mancanza di modelli positivi, porta schiavitu' e dipendenza , in coloro che si conformano a questo sistema di vita e , negli altri, solitudine e, nei soggetti più deboli, disperazione. 

Il primo passo è rappresentato dalla consapevolezza della necessità  di un cambiamento , che arricchisca gli individui e la comunità. 

Calamità naturali ed eventi bellici , sempre possibili, potrebbero rappresentare avvenimenti ciclici di riequilibrio.