Rapporti Interpersonali

Costituiscono l'essenza della vita dell'uomo sulla terra. Sono il fondamento di ogni possibile aggregazione, a partire dal nucleo familiare , sino  a categorie più ampie, per giungere all'ideazione stessa della collettività locale, nazionale, internazionale, globale. Sanare i rapporti interpersonali è l'unica modalità per ridare vita e linfa a contesti , sempre più incacreniti da immobilismo, apatia, cattive abitudini, soggezioni e schiavitù. Si tratta di connotazioni negative usuali e frequenti, di norma fondate su pregiudizi di tutti i tipi e su orientamenti del passato, pregiudizievoli e suscettibili di innovazione. Il potere , esercitato da taluni sugli altri, nei diversi microcosmi, si alimenta di tutto questo.Il primo stadio è la conoscenza , a sua volta indotta da una volontà di cambiamento positivo, per il futuro.  

L'osservazione

Capire l'altro è fondamentale. Ovviamente è una capacità che si sviluppa progressivmaente e raggiunge un valore medio, sempre suscettibile di accrescimento, con l'età matura. E' doveroso, all'interno della famiglia, comprendere le inclinazioni  e le problematiche dei singoli componenti . Sovente , per le occupazioni lavorative, manchiamo proprio in questo. Nella coppia di conviventi è opportuna una sorta di distinzione dei compiti e di conseguenziale compensazione . Ciascun individuo ha bisogno di un'attenzione e di una cura particolare. Talvolta trascorre il tempo , senza che emergano sintomi specifici ed esigenze particolari. Non rileva. Ognuno di noi prima o poi reclama   attenzione e ausilio.

I Normotipi

In questa sede la sottoscritta racconta la propria esperienza, con l'unico intento di sollevare attenzione e suscitare riflessione . Non esiste un valore scientifico. Nella scienza si distinguono categorie basilari. In via empirica si riscontra l'incidenza dell'umore. Conta molto il risveglio e l'approccio all'evoluzione della giornata. Incidono fattori genetici , l'accumulo di energia positiva  , in misura maggiore o minore, e ovviamente il benessere fisico e psichico dell'epoca cui risale il riscontro. Banalmente e del tutto empiricamente si può catalogare due generi di individui. La persona ,positiva, connotata da apertura e da gioia di vita , inevitabilmente é attraversata dagli eventi della vita, ma sa reagire con forza, non si china, resiste ...delle belle risate improvvise, senza un motivo specifico, la contraddistinguono...rappresenta un inno alla vita, ma può essere ingombrante e totalizzante...occorre prendere le distanze per non esserne travolti, sia pure con notevole affettività.  La persona, tendenzialmente di umore basso, esprime pessimismo, a volte è addirittura catastrofica, tende alla commiserazione e alla critica, ma è ben compensata da un senso notevole della realtà e da solide basi tradizionali e morali; si rende conto essa stessa di essere esageratamente pessimista, per cui si riprende, butta tutto alle spalle e prosegue il percorso.Le categorie descritte possono essere figurativamente indicate come due contenitori contrapposti, in cui si possono inserire l'una o l'altra caratteristica o ancora altre. Alla base la differenziazione è grosso modo identica.

 

Il decisionista

Tale caratteristica non equivale necessariamente a pressapochismo e superficialità.  Al contrario può presupporre analisi e prigettualita' ben definite. È importante costruire ,per sé e per gli altri,  un avvenire migliore e diverso. A tal fine sono necessari senso di responsabilità,  consapevolezza delle proprie azioni e degli effetti delle stesse e, infine , determinazione. Non staccarsi mai dal pensiero, arrovellarsi nei dubbi e tentennare può anche servire,  a condizione che questo sia limitato nel tempo e che sfoci in una condotta positiva. Le rinunce non devono mai essere definitive; devono rappresentare esclusivamente delle attese di momenti migliori e opportuni per agire.

Il diffidente

Si contrappone all'ingenuo. Quest'ultimo pone affidamento: talvolta è un bene, altre volte rappresenta un rischio, per cui necessitano maggiori oculatezza e prudenza. Il diffidente è chiuso per natura; scruta l'animo altrui e ha doti di natura psicologica. Si tratta di supeficie : cosi va definita l'apertura o chiusura del carattere. Ciò che rileva é il sottofondo nascosto. La comunanza di questo sottofondo spirituale porta all'essenza e all'intesa fra esseri umani apparentemente agli antipodi.

L'insincero

È un giano bifronte. Fonda la sua esistenza sull'ipocrisia ; si nutre di piccole mete e ,talvolta, di meditate ritorsioni. Crede di non essere mai svelato ; non si rende conto che si autodefinisce, svelandosi nel suo stesso modo di essere. La falsità è un malessere che invade gli ambienti , rendendoli , in fondo in fondo, distruttivi e sempre più fragili. Di norma l'invidia e la cattiveria emergono , in varia misura, proporzionalmente rispetto alle predette caratteristiche. E' privo di rispetto profondo per gli altri, che tenta di assoggettare ai suoi interessi. Come rimediare e risanare ? Con gli opposti : sincerità,  trasparenza e compassione.

Il vile

La mancanza di coraggio uccide i migliori intelletti. Trovano rifugio in se stessi  e sacrificano, per la loro debolezza, i più grandi sentimenti. Rimangono tracce interiori di ciò che lasciano alle spalle. 

Il soggetto reattivo

Di norma è caratterialita' superficiale. L'ossatura della persona, in genere positiva, è sottostante. Il calcolatore ipocrita non corrisponde a queste connotazioni. È capace di sfidare il cielo, ma deve usare autocontrollo e riflessione, per incanalare le sue qualità positive. 

Autoreferenzialita' e forza di carattere

Il giusto ha forza di carattere. Non si smuove. Dopo le prime avvisaglie e le prime ferite, mantiene coerenza, acquista forza, individua chi è interessato e ostile. Accetta o quanto impara ad accettare progressivamente offese e insulti , attacchi e azioni di disturbo continuo. Trova forza nei suoi stessi nemici, che senza saperlo gli infondono energia e capacità di resistenza. Combatte...è un lottatore...non si rifugia in bozzoli protettivi. Di norma gli effetti sono benefici per tutti.

La spontaneità e la rappresentanza

Nel sociale prevale la seconda nettamente. Non è una buona regola . La mancanza di autenticità indebolisce i rapporti umani e i risultati stessi di azioni collettive, in vista del progresso. Gli umani sono ridotti a commedianti e l'umanità,  come rappresentata all'esterno, è ben lontana dalla realtà.  In queste condizioni mancano le basi per costruire un progresso, sia individuale che sociale. 

La povertà spirituale dell'uomo

È evidente. Le vittime della storia si legano a questa condizione. Vittime in famiglia e nella società.  Vittime di prepotenza , insulsa e affermativa di un individuo , incapace di farsi valere con autorevolezza e l'esercizio di virtù benefiche per gli altri.

Il linguaggio del corpo

Rivela tutto. Gli occhi e l'espressione del viso sono fondamentali. Anche il modo di incidere nel cammino, con sguardo frontale o basso, è significativo. Bastano un piccolo movimento delle labbra o un astio sottile, che si coglie in parole apparentemente innocue e neutrali. Occorre far caso a piccoli gesti. Sono fondamentali e rivelano l'essenza e l'inconscio. Si coglie così la realtà,  il che è utile per la propria salvaguardia e per indirizzare la propria condotta. Un animo buono rende dolci i lineamenti del viso.  Vale anche il contrario.

Questo è l'uomo

Nonostante tutto , l'uomo va amato, purché  non assecondato. Il rancore deve lasciare il posto ad una comprensione più profonda. Questo non vuol dire giustificare o esentare chi è in errore dalle proprie responsabilità. Si tratta di un'altra impostazione. È difficilissimo amare o comprendere chi sbaglia. Il male lascia impronte indelebili, che si sanano solo con il tempo.

Il disagio nelle relazioni sociali

Va tramutato in bene e in energia costruttiva. La contrapposizione fine a se stessa distrugge. Il modello di vita e la reazione ferma devono portare poco a poco, con la guida morale dei più anziani, a isolare l'esempio negativo, neutralizzandolo. Prevenire e sanare va oltre l'accertamento, pur necessario, delle responsabilita'.

L'etica assunta a modello di vita

Improntare la propria vita alle regole dell'etica ha riflessi inevitabili e benefici nell'ambito delle relazioni umane. Ogni specifico settore ne trarrebbe un vantaggio incommensurabile. L'etica rimane un obiettivo vincente sul quale insistere e programmare ogni percorso formativo.

L'intellettuale

Le sue capacità gli impongono il dovere morale di prodigarsi per il miglioramento sociale. In tale visione è assolutamente necessario che assuma a sistema di vita le regole dell'etica. Mettere l'energia intellettuale a disposizione di finalità devianti è oltremodo dannoso ed espone a grandi responsabilità. 

L'intellettuale senza anima

Oso dire che è difettato. L'energia intellettuale rappresenta una grandissima risorsa, che va indirizzata verso scopi benefici. Proprio per questa ragione, è necessaria la congiunzione con un'anima , ricca di sentimenti e di passione. Nulla è raggiungibile, come meta profonda e autentica , se non ci sono queste condizioni. Nessuna professione verrà lambita nel profondo, lasciando traccia  , se non da un soggetto fortemente motivato. Uomini freddi , apparentemente immobili, danno l'idea di non riempire gli abiti che indossano. Potranno realizzare patrimoni, ma saranno ricordati solo per la scia negativa che lasciano. Occorre fare attenzione ai giovani e ai loro percorsi. In ogni professione occorre che taluno, già addentro, abbia benevolenza e interesse a seguirli, sottraendoli a percorsi di vita già segnati, appena iniziati.

L'uomo senza riserve

É raro ma esiste. Sovente assolve ad un compito di semplificazione e di moralizzazione. Non ha nulla da nascondere; è trasparente e, in quanto tale, non è ricattabile. Non è un merito : dipende da propensione naturale individuale e da condizioni ambientali particolarmente protettive. In genere gli individui ( anche in giovane età) hanno sfere riservate di non eccessiva limpidezza. Esclusa la sfera della responsabilita', che qui non interessa, va detto che solo la prova forgia l'essere umano. Costui cade e si rialza. I sensi di colpa sono inutili. Metterà a frutto la conoscenza acquisita che manca al 'puro'.

L'uomo sociale

Niente a che vedere con socializzazioni formali e mantenimento di rapporti sociali considerati 'opportuni' per mete, di volta in volta perseguite dal singolo. L'uomo sociale é un uomo nobile d'animo , che ama i suoi simili e tenta di realizzare finalità di progresso , del tutto gratuitamente. A livello alto, quanto agli effetti delle singole azioni, sono così  individuati i benefattori dell'umanità o più semplicemente i 'giusti' secondo la cultura ebraica.

L'uomo veritiero

L'autenticità richiede l'affermazione del vero ad ogni costo. Questo comporta l'eventuale riconoscimento di proprie responsabilità e l'accettazione di effetti sfavorevoli per se stessi e i propri cari. Il vero non ammette deroghe interessate.

L'atteggiamento psicologico

Nei rapporti umani la difficoltà più profonda è determinata dalla comprensione dell'interlocutore, dei suoi bisogni e soprattutto della conformazione della sua personalità.  La sincerità e la spontaneità coadiuvano la conoscenza. Purtroppo, tanto più si sale la scala sociale, quanto più è riscontrabile una mentalità calcolatrice, priva di trasparenza. Occorre continuare ad essere se stessi, senza adeguarsi supinamente al volere degli altri. La facoltà di scelta deve rimanere intatta. La mancata conoscenza della realtà   , per un verso, tutela   , come qualsiasi forma di estraneità rispetto ad agglomerati di condotte , comunque riconducibili a interessi contrapposti ; sotto altro profilo , lo spettatore esterno , solo apparentemente, é spiazzato. In questo caso soccorrono  l'osservazione ed il ragionamento induttivo. Va mantenuta una naturale benevolenza di fondo, con contestuale impermeabilità e mancanza di coinvolgimento personale. Raramente si trovano intese che presuppongono una comunanza di valori e trasparenza reciproca.

Il tradimento e la diversità

Hanno in comune l'esigenza impellente del superamento e dell'accettazione. Il tradimento è sempre in agguato, nelle relazioni familiari, amicali e professionali : provoca grandi ferite. Va superato e individuato come un'occasione di rinascita del rapporto stesso. Guai a incentrare la propria esistenza sul rancore e sull'autocommiserazione. Deve portare un cambiamento.  La diversità va anch'essa accettata, innanzitutto dallo stesso portatore di diversità e poi da tutti gli altri.  Prima iniziativa : la manifestazione della diversità.  Solo così potrà diventare una connotazione specifica dell'individuo, per tutti, nessuno escluso.

Prendere posizione

É necessario prendere una posizione netta e precisa in ogni frangente, piccolo o grande, che la vita ci presenta. Stare su vie di mezzo o, come si suol dire, con i piedi in più scarpe, è enormemente deleterio, per se stessi e per tutti gli altri. Queste situazioni determinano ambiguità e confusione. Sovente, in queste condizioni, l'unica certezza è rappresentata da un possibile tradimento del soggetto,  ritenuto più debole, presso il soggetto antagonista,  di maggiore forza.