La Forza dei Sentimenti

Continua la storia dell'uomo, con uno sguardo essenziale sulla nostra essenza ultima. Essere appieno se stessi implica esternare i propri sentimenti e la propria anima. Innanzitutto serve a se stessi . Si comprendono i nostri intenti e si fortificano le scelte.S'intuisce  la forza dei sentimenti. L'uomo, senza sentimento, provvisto solo di razionalità, non è completo e non raggiunge finalità di comunicazione e di progresso individuale e collettivo. E' necessario lo slancio e la generosità del sentimento. Questo vale in tutti i settori e in tutti i contesti, siano essi limitati a rapporti personali siano essi rivolti all'esterno, ad un pubblico più ampio. Voler bene è alla base dell'amore del prossimo, fondamento della dottrina cristiana. Il significato ultimo coincide con l'adoperarsi per far star bene l'altro o gli altri. E' un impulso innato che non si deve frenare, nonostante incomprensioni, fraintendimenti, invidie e negatività. In quest'ottica l'orizzonte dev'essere vasto , il più ampio possibile. Si affronteranno rischi.E' inevitabile. Il rischio maggiore è rappresentato dalle ferite dell'anima. E' la contropartita o il contrappeso del voler bene . Nonostante ciò , si deve continuare e manifestare buoni sentimenti. Hanno una forza ineguagliabile. Rappresentano un punto d'arrivo per l'individuo e un punto di partenza per la collettività.

 

L'uomo bambino e le sovrapposizioni successive

Il bimbo ha un tessuto fisico fortissimo: questo è scientificamente provato. Non solo , il bambino esprime le sue sensazioni allo stato puro. Con ciò si vuole fare riferimento alla gioia, al dolore, alla tristezza e così. via... Crescendo mettiamo delle sovrapposizioni, che derivano dall'educazione, dal pudore , dalla timidezza ecc. Si tratta di strati successivi, che si acquistano , in parte, per influenze ambientali e in parte per protensione naturale . E' giusto che l'adulto abbia dei freni inibitori e sappia comportarsi ,secondo le regole imposte dalla comunità, in ogni occasione di vita. Peraltro, per essere appieno se stessi e conseguentemente poter realizzare le proprie aspirazioni, occorre non usare, nelle relazioni sociali, i filtri , imposti essenzialmente dalla propria salvaguardia. Una persona franca  e sincera attira  l'affezione altrui ; è in grado di cambiare l'altro o, per meglio dire , è in grado di far tornare l'altro com'era una volta, anch'egli sincero e trasparente. E' semplicistico fare questi raffronti, in modo totalitario ( esistono innumerevoli situazion intermedie), ma danno l'idea di ciò che si vuole trasmettere. Se si seguissero questi consigli, si otterrebbero , a livello sociale, chiarezze , nelle realtà in atto e nella predisposizione dei programmi. A livello interpersonale si realizzerebbero affetti costanti e solidissimi. Occorre attenzione, nei confronti di chi usa come proprio paramentro di comportamento  la mala fede ; è più facile colpire chi è trasparente, ma tutto sommato la ferita guarisce in fretta. Molto di più del rimorso di coscienza.

Il filtro nella comunicazione

Difende chi comunica , ma sfalsa i piani. Darsi interamente é tutt'altra cosa. Solo in questo modo si soddisfano i bisogni dell'anima. Si dice ( è vero ) che l'amore da' energia. Dà il senso di vivere per l'altro. Costruisce l'esistenza e indica percorsi. Non solo l'amore del compagno o della compagna , talvolta carenti  , per difficoltà individuali. Altrettanto dà vita l'amore e il bene regalati all'amico. Talvolta il bene si manifesta così,  per le ragioni più varie , legate alla vita. Non é una limitazione, ma una promessa reciproca di vicinanza. Se ci sforziamo, troviamo accanto a noi disponibilità e qualche sorriso. 

L'orologio della storia

Scandisce le ore e i momenti della vita. Scandisce il progredire del tempo per la convivenza sociale. Ogni momento equivale ad un evento. Alla ribalta, per lo più, eventi negativi, che ci rimandano alla storia dell'uomo e a tutte le carenze che la costellano. Sarebbe diverso lo scandire del tempo. È bene alternare e darsi da fare per pubblicare notizie positive. Il male e il bene si autoalimentano nel tempo, in modo impressionante e impercettibile.

Effetti a catena

Dipendono da scarsa autostima. Gli avvenimenti della vita ci portano talvolta ad esperienze negative , che ci segnano per tutta la vita. In questi casi l'individuo si disprezza ( quasi mai apertamente) e, nel colloquio  interiore con se stesso, si autoconvince . L'autoconvinzione di norma dà effetti negativi. Pensare di essere incapaci comporta una sorta di immobilismo. Se poi questo pensiero è indotto da comportamenti subdoli o prepotenti di altri , gli effetti si amplificano. L'individuo rischia di catalogarsi e di essere esternamente catalogato dentro uno schema negativo. La scala dei valori e degli schemi possibili é amplissima. Necessita uno scatto di volontà: 'SONO CAPACE E VALGO ' - 'NON CASCO NELLA RETE CREATA DA ALTRI'. Ci avviciniamo così a realtà frequenti: quella della scarsa autostima individuale , ricollegabile a fattori interiori e esterni più vari, e quella del mobbing, praticato sovente  negli ambienti lavorativi. Nel primo caso, l'individuo, preso dal pessimismo,può decidere, incosciamente o consciamente, di 'buttarsi via' , scendendo i gradini della scala dei valori etici. È necessario l'affetto di taluno, che gli sia vicino : un bene puro, per la salvezza dell'altro. Nel secondo caso, ci vuole la comunicazione con qualcuno in grado di esternare la situazione e tutta la sua odiosita'. Servirà alla vittima e agli altri nella medesima condizione.

La dipendenza psichica

Nei momenti di bisogno la dipendenza fa parte della terapia e dell'aiuto. È inevitabile. Poi occorre affrancarsi. La dipendenza va spezzata sia nei confronti di singole persone sia nei confronti di ambienti, per lo più negativi. Il coraggio e la ribellione a queste forme di coercizione indiretta sono sempre ripagati....con il tempo , non nell'immediato. Alzare la testa e riflettere aiuta a scegliere e ad assumere giuste decisioni per sé e gli altri.

La chiarezza delle idee

Una volta eliminati  i condizionamenti esterni assorbenti e preporendanti, si accetteranno esclusivamente le 'intromissioni ' dettate dal sentimento. In ogni rapporto ,in ciascuno, rimane traccia dell'altro, positiva o negativa. Solo in questo modo si potrà distinguere : il vero bene , coniugato al positivo, porta rispetto e libertà.  Il possesso della persona dell'altro non è amore né bene. È qualcosa di immondo, che porta vincolo e schiavitù.  La chiarezza , circa le proprie relazioni, contribuisce all'equilibrio personale e dà forza. Raggiungere chiarezza su se stessi e sui propri intenti rappresenta un passaggio successivo o contestuale, comunque progressivo.  Si tratta di considerazioni d' esperienza, che, si spera, servano per riflessioni personali anche di chi legge.

Le istituzioni civili e religiose.

Meritano rispetto assoluto. Questo rientra nei nostri doveri. L'istituzione non coincide con il singolo rappresentante; va oltre; costituisce un caposaldo della convivenza civile. Proprio per questa ragione le istituzioni non appartengono a ceti o a classi del singolo momento storico. Si tratta di un patrimonio di tutti i componenti della comunità e del popolo di Dio, nel caso della Chiesa, coincidente con l'intera Cristianità.  Questi presupposti essenziali non devono portare soggezioni e indottrinamento. L'adesione dev'essere convinta e cosciente, in vista del bene comune. Il giudizio critico sull'operato dei rappresentanti istituzionali dev'essere formulato in termini corretti e finalizzato  ai un miglioramento generale. Silenzi e coperture sono dannosi.

Il controllo delle emozioni

Emozioni ed emotività sono concetti distinti. Le prime sono di norma intense e stanno ad indicare una forte reazione ad eventi esterni. Sono emozioni, che si rammentano sempre, come ad es. quella, che si avverte, dopo molto tempo, nel ritrovare un amico, che si pensava perso definitivamente, e nel provare nuovamente un sincero sentimento d'amicizia. Ci sono altre emozioni, tutte da ricordare, anche se, in ipotesi, non belle, come l'emozione causata da uno spavento o da una visione compassionevole  . L'emotività è legata all'ansia . Rammenta un forte battito del cuore. Sono connotazioni , a mio avviso, di chi teme di sbagliare e di non essere all'altezza in ogni occasione.Tutto questo si tramuta in un battito accelerato, in una confusione transitoria e ingannevole , oltre che in una sudorazione abbondante e in altri segni fisici. Una concezione corrente giudica negativamente queste connotazioni. Io  ed altri  non pensiamo così. Dietro queste caratteristiche individuali sovente si nasconde un animo gentile, un intento di non ledere la sensibiltà altrui, in sostanza una persona attenta alle reazioni esterne dei propri comportamenti. A primo acchito direi così. Quanta antipatia e tutto sommato quanti fallimenti sostanziali sono attribuibili a chi palesa una sicurezza  assoluta , con tracotanza e poco riguardo degli altri. Questi soggetti vincono solo delle battaglie, non arrivano mai a veri traguardi di vita . Attenti osservatori ne sono consapevoli e non danno loro fiducia. Chi è ansiogeno può decisamente migliorare. Questi ultimi restano quello che sono e sovente nascondono fragilità inaspettate sui temi più importanti. Tornando alle emozioni è bene controllarle rigidamente e in modo totale ? fatta salva la tematica, relativa all'uso ordinario dei freni inibitori e ai comportamenti appropriati nelle varie occasioni di vita, le emozioni devono essere sentite ed esternate , nelle sedi opportune e con le modalità migliori. Altrimenti si perde una sfera umana essenziale e molta ricchezza d'animo utile nei rapporti interpersonali e nelle attività di ciascuno di noi.

Il significato delle parole scritte

Sono tracce della nostra esistenza. Tracce benefiche. Coloro che verranno dopo di noi avranno un bisogno estremo di ricostruire le loro origini e, con esse, i percorsi di vita di chi li ha preceduti. Questi ricordi devono essere conservati con cura . Serviranno ai figli , rispetto a chi li ha generati, e alla comunità intera , che si avvantaggia dell'opera dei suoi componenti, nel presente e nel passato. Dietro queste tracce si possono intravedere gli orizzonti di ciascuno: i loro confini tracciano l'essenza della personalità di ognuno.

Orizzonti

Gli orizzonti dell'uomo ,a pieno titolo, devono essere vasti. I programmi, a volte apparentemente impossibili perchè troppo "grandi", hanno queste connotazioni, quando sono pertinenti a soggetti puri e in buona fede. I meschini e coloro che sono immersi nei meandri del potere hanno programmi corti . Sono intenti a mantenere le posizioni conquistate, mediante tutti i mezzi immaginabili. Non hanno visuali di lunga durata e ampiezza. Sono presi da mille paure  e si tutelano nei modi più palesi e rivelatori. Gli orizzonti di ciascuno di noi, con i nostri limiti, devono essere lunghissimi....devono rappresentare un cielo alto, bianco e azzurro in tutti i sensi. Il positivo dev'essere innato ...sorge così la speranza...Guai a chi osa infrangere o ridimensionare le aspettative di una brava persona...ne risponderà...saluti

Intento salvifico

È innato ed opera a livello inconscio. Da cosa è mosso? Dal riscontro di situazioni di disagio e di sofferenza, soprattutto spirituale. Ancor prima viene in gioco l'amore nei confronti degli esseri viventi. È un bene primordiale, che non può non essere presente nelle persone, provviste di intelligenza e di cuore. Il bene si concentra sui soggetti,  con cui veniamo in contatto, dopo di che insorge la preoccupazione per la loro condizione. Rientra nella norma. Devianti sono l'indifferenza e regole di vita improntate al cinismo e a sentimenti di segno contrario.

Schiavitù e Dipendenze Psichiche

Ognuno di noi ne è soggetto , piccole o grandi che siano. Se si assume consapevolezza , occorre rimediare. Talvolta è possibile farlo in silenzio e autonomamente ; altre volte no, vi è il bisogno dell'aiuto altrui. Sono passaggi delicati. La coscienza della necessità del rimedio è il primo passaggio. Il secondo è rappresentato dalla ragionevolezza . Ce la facciamo da soli o abbiamo bisogno di altri ? la risposta non è semplice...si passa da una visione superficiale, sovente mossa dal pudore e dal timore di confessare ad altri la nostra esigenza di aiuto, ad una mancanza di autocontrollo e di capacità di autodeterminazione. La controvelina è rappresentata da inutili sensi di colpa, davvero dannosi, oltre che inutili. Se si creano occorre spezzare il circuito e rimediare. Questo si può fare riflettendo sulla situazione, senza autogiustificazioni, con una critica severa , per sè ed eventuali altri soggetti.

Orgoglio e Amicizia

Con l'accezione dell'amore s'intende un significato universale. Sinonimi: affettività , volere il vero bene dell'altro, vera amicizia. L'orgoglio è sciocco. Un senso smisurato di sè induce a non riconoscere nel proprio interlocutore questo slancio . Non è da tutti provare questi sentimenti. La contropartita immediata non può che essere negativa ; porta  a reazioni negative verso chi manifesta preoccupazione e sollecitudine per la condizione dell'amico. Occorre sopportare. Verranno tempi migliori.

La tutela dell'inconscio

E' fortissima in ogni situazione. Rappresenta un istinto di autodifesa delle situazioni.  Razionalizziamo l'operato inconscio in un momento successivo. Questo è quanto avviene di norma. L'inconscio è lucidamente preventivo. Ci induce a compiere gesti progressivi scatenanti reazioni a catena ed eventi finali positivi o meglio difensivi rispetto all'individuo considerato nella sua intierezza fisica e spirituale.

L'ambivalenza

L'ambivalenza o , ancor più,  una duplicità di personalità sono estremamente dannose. Sono connotazioni soggettive frequenti. La loro origine si fonda sempre in accadimenti lontani della vita infantile e nelle caratteristiche dei legami originari, sovente determinati da figure genitoriali forti. L'ambiguità o l'ambivalenza è tipicizzata in una serie di immagini chiaro - scuro. Sono le immagini che si ritrovano tra quelle preferite da questi soggetti. L'ambivalenza , tra il bene e il male, sfocia , talvolta, in una vera e propria duplicità,  riconducibile non solo a ruoli diversi, privati e pubblici, ma proprio a soggettività diverse, ciascuna improntata a sentimenti diversi e opposti. La mera ambivalenza è una 'virtu' del politico e si pone tra la curiosità,  l'attrazione verso il nuovo, e una sorta di difesa, riconducibile alle esperienze del passato e al quotidiano, a volte difficilmente conquistato. In entrambi i casi,  il livello dell'autenticita' e l'apertura verso il prossimo e la vita, come si sviluppa nel tempo, sono assenti. Il nostro inconscio avverte i pericoli che derivano da queste realtà e pone efficaci salvaguardie.

La realtà profonda

Le ambivalenze e le duplicità sono sovrapposizioni o adeguamenti di genere difensivo. La realtà umana in genere è  buona e coincide con la formazione originaria. È difficile comprendere che questo genere di difese impedisce una realizzazione completa. Talvolta eventi o persone, incontrate occasionalmente, squilibrano, scompaginano e rivelano questi punti deboli.

Una definizione del coraggio con un valore duplice

Il vero coraggio, in vista di miglioramenti concreti, consiste indubbiamente nel riconoscere la realtà , fino in fondo, nell'esternarla e nel prendere i provvedimenti opportuni. Questi passaggi raramente avvengono in modo completo, sia a livello individuale sia a livello collettivo. E' innegabile che la copertura della realtà e il mero formalismo creano danni enormi, tra cui, non ultima, va individuata l'insorgenza dell'abitudine ad una falsa autenticità, solo affermata, quasi una sorta di costume di vita. Esiste anche  il coraggio inverso: quello di calarsi in queste realtà, che si sentono all'antitesi, rispetto alle proprie propensioni e a se stessi. Occorrerebbe stare dentro questi contesti senza trasformarsi e mantenendo la propria individualità. Sfuggire sia dalle persone che dai contesti è profondamente sbagliato. Vi sono innumerevoli tecniche, anche inconsce, per realizzare fughe del genere. Si deve prendere consapevolezza del significato ultimo delle nostre azioni. Con pazienza va detto a noi stessi che è errato. Unico rimedio : a tratti e a fasi alterne, un'immersione e una distanza. lo spirito ne ha bisogno...deve rigenerarsi... vale per tutti e per ogni situazione ripetitiva. Quali sono le ragioni ? innanzitutto la testimonianza di diversità interiore, a livello degli intenti , e poi la realizzazione di tentativi di trasformazione positiva della realtà. Nulla va perso, anche se non si comprende nell'immediato.