Le Conferenze di Livatino: Il Ruolo del Giudice nella Società Moderna - Fede e Diritto

Nella prima conferenza Livatino affronta i seguenti temi : il ruolo del giudice nella società moderna, i rapporti tra magistratura e politica, l'immagine esterna del magistrato, la responsabilità civile del magistrato.

Nella seconda conferenza Livatino tratta un tema, oltremodo complesso, quale quello del rapporto tra fede e diritto, evidenziando in modo precipuo le ragioni del diritto canonico, i riflessi sull'ordinamento giuridico e dei nodi cruciali , quali ad es. i problemi legati all'eutanasia , alla fecondazione artificiale e all'obiezione di coscienza con riferimento alle pratiche abortive. 

L'attualità del pensiero di Livatino

Che il pensiero sia attuale è dimostrato dalla natura delle questioni trattate e dall'interesse , che suscita tra i giovani , in procinto d'intraprendere la carriera di operatori del diritto. Il modello vale per tutti : rigore nell'operato professionale, vissuto congiuntamente a valori ideali, desunti da una concezione spirituale della vita umana, così come interiorizzata da ciascuno di noi, credenti o meno.

Questo è l'insegnamento basilare.

 

 

I Commenti

Sono tratti da comunicazioni indirizzate ai colleghi in occasione della chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione di Livatino. Semplici ed essenziali,  ripercorrono le singole parti , già indicate, delle conferenze. Il testo, suddiviso in brevi capitoli, trasmette , si spera, l'emozione della sottoscritta nell'approfondire il pensiero di Rosario e nel constatare, passo dopo passo, che nello stesso va ritrovata la direttrice principale, per il percorso di ciascuno di noi.

Condividere gli insegnamenti di Livatino

È essenziale condividere con il pubblico l'insegnamento di Rosario. Va diffuso, in prima persona,  senza timore. Unica modalità concreta : vivere secondo i suoi insegnamenti.

I rapporti con la politica e con il potere economico

È necessaria equidistanza . Il magistrato , pur vivendo nel contesto dell'epoca e traendone insegnamento concreto e spunti per la propria professione , non dev'essere partecipe in prima persona della politica. Perderebbe la terzieta' necessaria per amministrare giustizia. È indispensabile l'osservanza di questo principio,  da cui nasce il divieto di iscrizione ai partiti. La stessa regola deve valere rispetto al potere economico. Si tratta di fondamenti basilari che rendono il magistrato non assimilabile alle parti, i soggetti del procedimento dal medesimo gestito, come inquirente o organo giudicante. 

L'immagine esterna

È essenziale per il decoro del servizio. È un principio importante, non solo per il magistrato, ma per tutti gli operatori del diritto

Il dovere di operare con coraggio

La viltà macchia l'operatore del diritto, magistrati, avvocati, professori universitari, notai. Rappresenta un vero e proprio tradimento dei valori legati alla professione e al servizio. Il dovere morale dev'essere più incisivo rispetto al timore di conseguenze sfavorevoli, sul piano personale.

Le ragioni per le quali un magistrato non può far parte di un'associazione segreta

E' un divieto basilare. La segretezza può comportare sconfinamenti indebiti nell'illecito  o in una zona grigia, a confine tra il lecito e l'illecito. Vi sono "aperture" a livello europeo, ma finora nulla ha scalzato la regola, vigente nel nostro ordinamento giuridico. Io vado oltre : è bene che nessuno operatore faccia parte di tali associazioni . Il difensore può compromettere la tutela degli interessi del cliente, se riceve pressioni dal gruppo. Anche l'insegnamento e le carriere legate al settore scientifico possono risentirne, isolando le forze e le energie migliori, prive di supporti .

Infiltrazioni e ritorsioni possibili

La provenienza è sempre ambigua, ma non oscura. Ogni operatore, sulla barricata, è consapevole dei rischi, di solito ben individuati e attribuiti soggettivamente, anche solo a livello intimo. Le famiglie sono consapevoli. Sono persone diverse; i figli e i compagni lo sanno perfettamente e devono agire di conseguenza, a tutela della famiglia. Attorno, nel contesto, falsità e annebbiamenti non devono smuovere. Ogni evento della vita privata può,  su un piano astratto, avere una fonte anomala. È bene essere consapevoli di tutto questo.

Andare Oltre con gli Occhi e con la Mente

È una mia riflessione , che è originata e accresciuta dagli scritti di Rosario. Pochi sanno 'vedere' oltre l'apparenza. Gli occhi e la mente devono abituarsi ad andare oltre. Lo esige il nostro lavoro . Occorre tutelare se stessi, le famiglie, i colleghi , il servizio, in primis. Nessun inganno né trama potrà essere vincente. 

L'estensione dei principi, trattati da Livatino, a tutti gli operatori del diritto

Ad avviso della sottoscritta è auspicabile l'osservanza spontanea di tali principi  anche da parte degli altri operatori del diritto. Questo a prescindere dalla vigenza di regole specifiche. La dignità dell'esercizio delle professioni giuridiche richiede, per se sola, obiettività,  che immancabilmente viene meno, anche solo in parte, con l'attivismo politico , ancor più con la partecipazione ad organismi di natura segreta.

La dignità personale

Viene prima di ogni cosa. È un valore elevatissimo, dal quale scaturisce l'impegno professionale. La stessa etica del settore del diritto deriva dalla ricchezza della persona,  intesa nella sua unitarietà,  ricomprensiva dell'interiorita' e della spiritualità individuali. Anche il coraggio deriva da un alto senso di dignità e coerenza individuali. Sono riflessioni indotte e comunque accresciute dal modello di vita di Rosario Livatino. Rappresentano l'indispensabile passaggio all'introduzione dei temi trattati nella conferenza "Fede e Diritto ".

Applicazione concreta

Dal piano ideale alla quotidianità.  È necessario fare questo salto. I concetti , legati alla professione, come intimamente connessi all'interiorita' e alla spiritualità dell'uomo, se meditati e assimilati, muteranno la persona stessa dell'operatore del diritto e il suo modo di esercitare il proprio compito. Tanto più si percorrerà questa via quanto più si avrà ripugnanza per le deviazioni. Non solo . L'integrità morale dell'individuo e l'approfondimento di queste tematiche renderanno vigile l'osservazione , contribuendo al sorgere di un intuito finissimo, essenziale nelle relazioni , interne ed esterne.

L'integrità del singolo operatore

Tanto più sarà manifesta all'esterno quanto più saranno presenti ostacoli di vario genere e di peso non indifferente nella sua vita. Il sacrificio estremo di Livatino costituisce una conferma. Occorre resistere e prepararsi nel tempo progressivamente, con  la consapevolezza dei sacrifici , anche familiari, che comporta questo tipo di scelte, non settoriali, ma inevitabilmente globali, incidenti sulla vita stessa dell'individuo.

Il giudice e l'uomo

Il pensiero di Livatino va approfondito, con riflessioni personali. A mio avviso è necessario , perché dia ulteriori frutti , nella realtà odierna, costellata, ancor di più,  di difficoltà,  trasmigrate inevitabilmente dalla società esterna all'interno della magistratura, che allo stesso tempo ne è espressione, oltre ad essere uno dei fattori regolatori della sua evoluzione. Il compito è difficile e delicatissimo. Per questa ragione a mio avviso occorre formulare riflessioni, sulla scia della via tracciata da Livatino.Si spera di non sbagliare. I rapporti tra fede e diritto, tra interiorità e diritto, per chi non crede, indicano due concetti. La giustizia ultima è quella divina , che coincide , a volte  ,con esiti finali palesati, tramite vie alternative tipiche delle vicende umane ,  nel corso del tempo. L'uomo e il giudice non sono scindibili. L'evoluzione, nel bene o nel male, dell'uno incide inevitabilmente sul secondo. La conoscenza di se stessi , obiettiva e misurata, è legata alla conoscenza della realtà esterna, anche soggettiva. Il male va conosciuto e compreso, possibilmente senza incianparvi. Se ciò avviene occorre risalire, con la consapevolezza che la 'cattiveria' può essere estrema  , ma sempre ripetitiva  , secondo costanti connotazioni individuali e ambientali.

Estratto Giornale In Terris 3 / 10 /2018 : La Lezione di Livatino

"Non è facile  affrontare la comprensione del pensiero di  Rosario Livatino sui rapporti tra fede e diritto...Segna un nucleo comune : la giustizia e le esigenze legate ad essa sono connaturate all'uomo e, quindi, al senso religioso...I riflessi pratici sono molti . Praticare la giustizia con il cuore. Un operatore del diritto attento, che si pone queste problematiche , non indulge e non crea indebite commistioni. La legge va applicata in modo ferreo , secondo un criterio ispirato alla parità del trattamento...Vi è necessità di un livello comunitario...Fondamentale è l'approccio all'essenzialità dell'attività del magistrato...Livatino si ocupa di temi di grandissima attualità... Insegnamento della religione...La dolorosa  questione dell'eutanasia...Le problematiche relative alla fecondazione artificiale...L'obiezione di coscienza...Dopo l'enunciazione della laicità e della libertà relativa ...si presenta fortissima e intensa l'indicazione dei nodi ...costituiscono pietre miliari ...indicative di un indispensabile dialogo..."

La pena e il rimorso del condannato

La pagina di Livatino é in evoluzione. Io spero che possa accogliere argomenti e commenti , tratti dagli spunti , che nascono dal suo pensiero. Io, peraltro, non riesco a non toccare un tema delicato , come quello indicato nel titolo. Il martirio di Rosario, che suscita un vero strazio, nella descrizione che si legge nel resoconto della sua  vita, rinvia con la mente a quelle figure , agli uccisori. 'Che vi ho fatto ? ' è la frase pronunciata da Livatino. La reazione fu bestiale: colpi di arma da fuoco. Le motivazioni , certamente complesse , e le dichiarazioni dell'uccisore rievocano, quanto meno nella sottoscritta, altra sofferenza. Ambienti criminogeni : si dovrebbe impedire  che si creino le condizioni che agevolano l'inserimento di nuovi adepti. Chi ha ucciso porta questo peso; afferma di aver iniziato un percorso di rieducazione. La compassione umana non si nega a nessuno. Unico pensiero : che la sua esperienza , passata, presente e futura, possa impedire ad altri ragazzi di macchiarsi di crimini così efferati. Semplici riflessioni...spero che possano essere di utilità.